L'emiliana


pp. 176, 1° ed.
978-88-317-9497-8
"Finalmente si sentiva una persona libera, proiettata verso il futuro come se stesse navigando verso la luna. Le sembrava che da quel punto in poi avrebbe potuto fare qualsiasi cosa"
L’emiliana del titolo è una donna che da bambina poteva venir definita “un maschiaccio”, sempre assecondata nelle imprese più temerarie dal padre, sollecito e tenero complice, e più tardi condotta verso la femminilità dalla madre, donna dal carattere forte che vorrebbe costruire con le figlie una piccola impresa famigliare. Un progetto destinato a non realizzarsi perché le ragazze, spaventate da un destino prefissato, se ne andranno presto di casa scegliendo altre strade.
Emilia, che da bambina sognava di diventare trapezista e lavorare in un circo, molto presto scopre la passione per il ballo, e, più in generale, per il palcoscenico. Al cinema si identifica con i personaggi impersonati da Marlène Dietrich e Rita Hayworth, immagina di vivere in Spagna, di unirsi ai gitani. Non ancora maggiorenne parte per quella grande avventura che sarà la sua vita, assieme al giovanissimo marito, "alto, biondo, con gli occhi azzurri, che ballava benissimo", e il ballo resterà sempre un momento di gioia, di dimenticanza, un eccezionale equilibratore nei momenti difficili della sua esistenza.
Mai sopito e importantissimo, a dominare le decisioni di Emilia, c’è il bisogno di libertà, un bisogno che, nei limiti del possibile, guiderà ogni sua scelta.
Il racconto si snoda nel corso del tempo lasciando spazio agli affetti, alle necessità degli altri, al dolore, alla morte, sempre condizionando questo anelito di libertà, forte come il bisogno di un sorso d’acqua quando si ha sete, di cibo quando si ha fame, di respirare, di avere uno spazio proprio entro cui vivere.
Carla Cerati ci racconta la storia avventurosa ed esemplare di una donna che non si sottrae mai alle fatiche della vita ed è sempre protagonista assoluta delle proprie azioni.

Autore

, nata a Bergamo, ha vissuto e lavorato a Milano. Fotografa di fama internazionale, ha esordito come scrittrice nel 1973 con Un amore fraterno (finalista al Premio Strega). Tra i suoi libri, tutti accolti con grande favore da pubblico e critica, vincitori di numerosi premi e tradotti in diverse lingue, ricordiamo Un matrimonio perfetto (1975 - Premio selezione Campiello, ripubblicato nel 2005 nei Tascabili Marsilio) e La condizione sentimentale (1977 - Premio Radio Montecarlo, ripubblicato nel 2005 nei Tascabili Marsilio), Uno e l'altro (1983 - Premio Milano e Città della Scala, ripubblicato nel 2005 nei Tascabili Marsilio con il titolo Il sogno della bambina), La cattiva figlia (1990 - Premio Comisso), La perdita di Diego (1992 - finalista al Premio Strega), Legami molto stretti (1994), L'amica della modellista (1996), Grand Hotel Riviera (1998), La seconda occasione (2001), L'intruso (Marsilio 2004, Premio Feudo di Maida, Premio speciale Il Molinello, Premio Vincenzo Padula-Città di Acri), L'emiliana (Marsilio 2008), e da ultimo Storia vera di Carmela Iuculano (Marsilio 2009).