Remare senza remi

Un libro sulla vita e sulla morte
traduzione di , commento di

pp. 208, 1° ed.
978-88-317-9421-3
Sento una profonda tristezza per tutto quello che dovrò affrontare. Sono terrorizzata al pensiero che presto dovrò lasciare i miei quattro bambini. Allo stesso tempo, provo una grande felicità per tutto quello che ho potuto avere fino ad ora. Più di una volta al giorno la mia casa si riempie di risate. Sembra strano?»


Ulla-Carin Lindquist, la più importante giornalista televisiva svedese, ha cominciato ad avvertire i primi sintomi della malattia il giorno del suo cinquantesimo compleanno. Da quel momento la sua vita è cambiata e presto la diagnosi è diventata terribilmente chiara: sclerosi laterale amiotrofica (SLA), la peggiore tra tutte le malattie neurologiche. Non esiste una cura, non c’è miglioramento e la morte avviene rapidamente.
Remare senza remi è stato  scritto durante questo breve periodo di malattia. Ulla-Carin racconta la sua esperienza faccia a faccia con la morte. Descrive i momenti ordinari come gli incontri con i medici, le conversazioni con le figlie che studiano al college, i pomeriggi passati con il marito e  i due bambini più piccoli, ma anche quelli straordinari come il doloroso declino delle sue abilità fisiche.
Una storia commovente scritta da una donna coraggiosa che lotta con la morte incombente, e ci illumina sulla condizione fondamentale dell’essere umani: esistere, e sapere che non è per sempre.
Un libro indimenticabile che esplora il terrore, l’imbarazzo e il dolore della malattia e contemporaneamente affronta i temi universali della vita, della morte, dell’amore e dell’importanza della famiglia.

«Non ho mai letto niente di simile: la sua tranquillità, il suo coraggio, la sua lucidità. L’ho trovato emozionante, bellissimo, terrificante e, allo stesso tempo solenne e rassicurante»
Oliver Sacks
 

Autore

è nata nel 1953 e ha avuto quattro figli, due femmine e due maschietti. Ha iniziato a lavorare nel 1988 come conduttrice a «Rapport», il telegiornale della sera svedese, diventando subito molto popolare. Nel 2000 si è trasferita in Canada con la famiglia  ritornando due anni dopo come reporter. Il suo ultimo giorno di lavoro per la televisione svedese è stato nella primavera del 2003. È morta nella sua abitazione in marzo del 2004.