Il disincanto della scienza

Giammaria Ortes (1713-1790)
1° ed.
978-88-317-9389-6





Giammaria Ortes (1713-1790), figura di rilievo nel panorama settecentesco,
imbevuto di cultura illuministica, fu tuttavia critico implacabile delle «imposture»
e degli «idoli», in particolare dell’idea secondo cui sarebbe realizzabile un maggior
benessere in ogni stato sociale in virtù dello smithiano improvement.
In questo orizzonte critico Ortes si occupa di una scienza tipicamente ‘moderna’
come l’economia, che diviene strumento di radicale messa in questione
delle pratiche economico-sociali legate ai tentativi di riforma della società
di ancien régime.
Il libro, arricchito da un’appendice con l’edizione critica di uno scritto inedito
della maturità di Ortes, il Discorso sull’Economia nazionale, si colloca nel filone
di indagini, oggi vivissime, sull’altro Settecento: il ‘Settecento estraneo ai Lumi’,
ma ancor più il ‘Settecento antilluministico’, in vista di arricchire e di determinare
meglio la comprensione del secolo xviii nel suo insieme.

Paolo Farina vive e lavora in Canton Ticino. Si è occupato della nascita della scienza moderna
nell’area del cartesianesimo olandese, dell’utopia francese del secondo Seicento, della riflessione
politica, sociale ed economica sei-settecentesca. Ha pubblicato saggi nella «Rivista critica di storia
della filosofia» e nel «Giornale critico della filosofia italiana» ed un libro su John Locke (Pensare
il mondo che cambia. Uno studio su economia e politica in John Locke, Milano, Guerini 1996).

Autore

vive e lavora in Canton Ticino. Si è occupato della nascita della scienza moderna nell’area del cartesianesimo olandese, dell’utopia francese del secondo Seicento, della riflessione politica, sociale ed economica sei-settecentesca. Ha pubblicato saggi nella «Rivista critica di storia della filosofia» e nel «Giornale critico della filosofia italiana» ed un libro su John Locke (Pensare il mondo che cambia. Uno studio su economia e politica in John Locke, Milano, Guerini 1996).