Lenz

a cura di
1° ed.
978-88-317-9383-4
“Era come se qualcosa di orribile lo dovesse raggiungere, qualcosa che gli umani non riescono a reggere, come se la follia con i suoi destrieri lo stesse braccando”


Questo racconto, pervenutoci in uno stato frammentario e pubblicato postumo «a mo’ di reliquia» da Karl Gutzkow nel 1839, riproduce in un’allucinante prosa narrativa i sintomi della schizofrenia e della follia che devastarono la mente del giovane scrittore dello «Sturm und Drang» J.M. Reinhold Lenz (1751-1792), rifugiatosi per un breve periodo del 1778 presso il pastore luterano Johann Jakob Oberlin in Alsazia, nelle montagne dei Vosgi, per sfuggire alla solitudine e alla malattia mentale che lo affliggevano. Sulla base soprattutto degli appunti diaristici del pastore Oberlin relativi a quel soggiorno alsaziano dello sventurato poeta, messigli a disposizione da amici strasburghesi, Büchner approfondisce questo “caso clinico” trasformandolo nella storia di un’anima straziata dall’impossibilità di conciliare trascendenza e immanenza, sublimità della natura e fatica dello spirito, mantenendovi tutto il dolente contenuto umano di sofferenza e di lotta e trasponendovi al tempo stesso i tormenti del suo animo di ribelle deluso nelle speranze rivoluzionarie e tormentato dal senso di colpa per la fuga dalla patria oppressa. Per la sua folgorante modernità espressiva questo testo può essere considerato come una delle pagine più alte dell’intera letteratura ottocentesca.


Georg Büchner nasce nel 1813 a Goddelau nel Granducato dell’Assia e muore, a soli 23 anni, nell’esilio a Zurigo. Dedica la sua breve ma intensa vita alla lotta rivoluzionaria contro l’ingiustizia sociale (vedi il libello Il messaggero dell’Assia), agli studi scientifico-filosofici e, apparentemente solo a tempo perso, all’attività letteraria. Il suo racconto Lenz e i testi teatrali La morte di Danton, Leonce e Lena e Woyzeck saranno ignorati per decenni, per essere riconosciuti, solo dopo la loro tardiva scoperta, come pietre miliari della letteratura moderna.

Giulio Schiavoni, ordinario di letteratura tedesca presso l’Università del Piemonte orientale (Vercelli), si è occupato di vari autori della letteratura otto-novecentesca e di esponenti della cultura ebraico-tedesca (tra cui Heine, Kafka, Benjamin, Broch, Canetti).

Autore

nasce nel 1813 a Goddelau nel Granducato dell’Assia e muore, a soli 23 anni, nell’esilio a Zurigo. Dedica la sua breve ma intensa vita alla lotta rivoluzionaria contro l’ingiustizia sociale (vedi il libello Il messaggero dell’Assia), agli studi scientifico-filosofici e, apparentemente solo a tempo perso, all’attività letteraria. Il suo racconto Lenz e i testi teatrali La morte di Danton, Leonce e Lena e Woyzeck saranno ignorati per decenni, per essere riconosciuti, solo dopo la loro tardiva scoperta, come pietre miliari della letteratura moderna.