Peter Pan nei Giardini di Kensington

1° ed.
978-88-317-9342-1


“Quando il primo bambino

rise per la prima volta,
la sua risata si ruppe in mille pezzi
e i frantumi si dispersero
in ogni dove.
Fu così che nacquero le fate”

Scozzese, di famiglia modesta, James Matthew Barrie (1860-1937), noto al mondo come l’autore di Peter Pan, fu scrittore versatile e prolifico: racconta la sua Scozia antica e severa in storie ricche di colore e tradizioni, nonché nella appassionata biografia della madre, Margaret Ogilvy; scrive romanzi di impianto psicologico e sottilmente autobiografico (Sentimental Tommy, Tommy and Grizel, The Little White Bird) che tutti ruotano intorno al tema dell’infanzia e della incapacità di crescere; e produce molti testi teatrali di successo, tra i quali The Admirable Crichton, What Every Woman Knows, Mary Rose. Personalità tormentata e complessa, realizza con Peter Pan il miracolo di un successo e di un mito immortale.

È qui, in questi giardini incantati nel cuore di Londra e in questa favola, seminascosta tra le pagine di un romanzo per adulti, che nasce e comincia a volare Peter Pan, non ancora rivestito del clamore che ne avrebbe fatto, di lì a poco, quel grande mito dell’infanzia e della nostra cultura che tutti conosciamo. Un bimbetto di soli sette giorni, che sa parlare il linguaggio degli uccelli e delle fate ma non è più uno di loro; che ricorda appena, e con una strana nostalgia, il mondo dei suoi simili ma non potrà più farvi ritorno. Esiliato nello spazio magico di una infanzia eterna suo malgrado, Peter Pan, con il suo piffero e la sua capretta, vivrà per sempre su quel confine, su quei cancelli che lo escludono ogni sera dal mondo della realtà, degli affetti e dei bambini che diventano adulti. Il «ragazzo che non vuol crescere», l’adolescente egocentrico e orgoglioso che sceglie la libertà e l’avventura solitaria dell’Isola Che Non C’è verrà dopo - nella commedia del 1904 che dette al suo autore fama mondiale, e nel romanzo (Peter e Wendy) che da quella fu tratto. Ma prima di tutto questo - prima dei pirati e di Capitan Uncino, di Nana e Wendy, e delle immagini indimenticabili che Barrie e poi Walt Disney ci hanno regalato - c’è la favola struggente che qui viene raccontata: quella di un piccolissimo Peter Pan, metà bimbo e metà uccello, costretto a restare per sempre, nei Giardini di Kensington, «gaio, innocente e senza cuore».

Giovanna Mochi insegna letteratura inglese all’Università di Siena. Si è occupata di drammaturgia shakespeariana, di poesia romantica e del romanzo tra Otto e Novecento; in particolare di Henry James, di cui ha pubblicato, per Marsilio, l’edizione del Giro di vite

Carla Vannuccini, anglista e traduttrice, ha tradotto testi di narrativa inglese e canadese per le case editrici Fazi e Le Lettere.



Autore

(1860-1937), noto al mondo come l’autore di Peter Pan, fu scrittore versatile e prolifico: racconta la sua Scozia antica e severa in storie ricche di colore e tradizioni, nonché nella appassionata biografia della madre, Margaret Ogilvy; scrive romanzi di impianto psicologico e sottilmente autobiografico (Sentimental Tommy, Tommy and Grizel, The Little White Bird) che tutti ruotano intorno al tema dell’infanzia e della incapacità di crescere; e produce molti testi teatrali di successo, tra i quali The Admirable Crichton, What Every Woman Knows, Mary Rose. Personalità tormentata e complessa, realizza con Peter Pan il miracolo di un successo e di un mito immortale.