Le tragedie 2 VOLL

nuova traduzione e cura di
1° ed.
978-88-317-9312-4

Ambiguo, razionalizzante, precursore di un intellettualismo di tipo «moderno», e insieme cinico, dissacratore. L’enigma Euripide ha attraversato i secoli come emblema della decadenza del tragico, responsabile di averne tradito le premesse rituali legate alle radici del sacro, che costituiscono le basi fondanti, ineludibili dei suoi predecessori e rivali.
Oggi crediamo non sia possibile «inquadrare» Euripide secondo precise categorie. È necessario leggerlo e rileggerlo più volte, superando gli ostacoli di un linguaggio drammaturgico capace di toccare le gamme più diverse e di rovesciare tradizioni e convenzioni. Nulla di più utile dunque di una nuova traduzione, opera di un unico sforzo interpretativo, per seguire l’evoluzione diacronica, tragedia dopo tragedia, di un autore «ribelle» e tuttavia consapevole della pesante eredità di un genere legato al sacro e della sua ricaduta politica e civile. Il palcoscenico di Euripide si popola di eroi ed eroine che si misurano con un quotidiano sempre più lontano dagli dei: alla fine, il trionfo è ancora e sempre quello di un potere occulto che si rifà a radici lontane e si impone anche con la violenza e la forza, in nome di un’antica, forse non più compresa, sapienza iniziatica.

Dopo Eschilo e Sofocle si conclude la grande opera di traduzione di Angelo Tonelli che ci offre, in una versione/interpretazione tesa e smagliante, tutte le tragedie di Euripide, l’ultimo dei tre grandi fondatori del genere tragico.

Angelo Tonelli, nato a Lerici, è poeta e traduttore. Si occupa di filosofia e di teatro anche come regista, attore e organizzatore. Tra le sue pubblicazioni più recenti: Frammenti del perpetuo poema (1998), Poemi dal Golfo degli Dei (2005) e i saggi Per un teatro iniziatico (2006) e Alla ricerca del Sé (2007). Ha curato e tradotto, tra gli altri: Eraclito, Dell’origine (1993), Seneca (1998), Empedocle, Dell’origine (2002). Per questa stessa collana ha tradotto Eschilo, Le tragedie (2000) e Sofocle, Le tragedie (2004).

Autore

nasce nel 480 a.C. a Salamina e muore nel 406 in Macedonia, alla corte del re Archelao. Scarse sono le notizie concrete sulla sua vita, molte le leggende fiorite sul suo conto. Poco amato - perché poco capito - dal pubblico contemporaneo, ebbe una grande fortuna postuma e fu il più letto e il più conosciuto dei tre grandi tragici greci nel corso dei secoli. Della sua vasta produzione (gli si attribuiscono una novantina di drammi) sono pervenute a noi diciassette tragedie (Alcesti, Medea, Eraclidi, Andromaca, Ippolito, Ecuba, Supplici, Eracle, Troiane, Elettra, Elena, Ifigenia in Tauride, Ione, Fenicie, Oreste, Ifigenia in Aulide, Baccanti); un dramma satiresco: il Ciclope. Di incerta attribuzione è il Reso.