Onora il padre

Autobiografia di un imprenditore

pp. 208, 3° ed.
978-88-317-9245-5
Avventure e disavventure di un uomo sempre pronto a ricominciare da capo

Un bambino nasce a Vienna, nel 1929, da una ricca famiglia. Cresce a Milano, dove suo padre dirige la branca italiana dell’azienda ereditata dal nonno, l’allora famosa “Guttalin”. Ma il bambino è ebreo e la sua infanzia protetta si dissolve quando, nel 1938, in Italia entrano in vigore le leggi razziali. Prima la conversione forzata al cattolicesimo poi, quando non basta più, nel 1943 la fortunosa fuga in Svizzera e l’esperienza nei campi di lavoro: ecco l’odissea che il bambino, diventato adolescente, affronta, mentre gran parte delle persone a lui care vengono uccise dai nazisti. Con la Liberazione comincia una nuova fase della sua vita: in un’Italia in macerie, col padre, poi da solo, costruirà passo passo uno dei più grossi imperi della nostra industria alimentare dal Caffè Hag all’acqua minerale Fiuggi, Sangemini fino alla Levissima.  Ma dopo i decenni della realizzazione e del successo, proprio quando dovrebbe cominciare il meritato riposo, si profila inaspettato un nuovo nemico: nell’Italia degli anni Novanta, ebbra di new economy e finanza facile, eccolo, senza volerlo, nei panni di un Re Lear, tradito dalle persone che gli sono più vicine. Sembra un romanzo, ma è vita vera.

Onora il padre è l’autobiografia di Tommy Berger a lungo esponente del Gotha della nostra industria

TOMMY BERGER (Vienna 1929), nato da una dinastia di imprenditori ebreo-austriaci, è cresciuto a Milano. Nel 1938 l’entrata in vigore delle leggi razziali ha costretto suo padre a cedere l’azienda. Nel 1943 con la famiglia è riparato in Svizzera. Nel dopoguerra ha ricominciato da zero ed è diventato uno dei maggiori nomi della nostra industria agro-alimentare. Dal 1992 si è ritirato dagli affari, ma le sue traversìe non sono terminate...

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(Vienna 1929), nato da una dinastia di imprenditori ebreo-austriaci, è cresciuto a Milano. Nel 1938 l’entrata in vigore delle leggi razziali ha costretto suo padre a cedere l’azienda. Nel 1943 con la famiglia è riparato in Svizzera. Nel dopoguerra ha ricominciato da zero ed è diventato uno dei maggiori nomi della nostra industria agro-alimentare. Dal 1992 si è ritirato dagli affari, ma le sue traversìe non sono terminate...