La strana storia dell'Isola Panorama

La strana storia dell'Isola Panorama

a cura di

, 1° ed.
978-88-317-8850-2

La strana storia dell’Isola Panorama è un romanzo mystery che ben esemplifica le caratteristiche che hanno reso Edogawa Ranpo un luminare di questo genere letterario. Il protagonista, Hitomi Hirosuke, è un eccentrico trentenne squattrinato con velleità artistiche che vive di espedienti e coltiva la bizzarra utopia di creare un paradiso terrestre. Un giorno gli si presenta inaspettatamente l’occasione di mettere in atto il proprio piano poiché viene a sapere che un suo compagno dei tempi dell’università, un ricco possidente a cui per uno strano scherzo del destino assomiglia in maniera impressionante, è venuto recentemente a mancare in seguito a una crisi epilettica. Hirosuke gli si sostituirà convincendo tutti di essere stato vittima di una sepoltura prematura - errore frequente nel caso di persone affette da epilessia -, e approfitterà del suo nuovo status sociale ed economico per realizzare la sua inquietante fantasia al largo di un’isola disabitata. Un intreccio ben congegnato che si dipana tra macabri dissotterramenti e occultamenti di cadaveri, omicidi efferati e suicidi simulati, folli utopie e crisi di onnipotenza conduce il lettore verso un finale pirotecnico in cui il protagonista dovrà affrontare la figura di un detective che sembra essere pronto a smascherarlo.

Autore

, nom de plume di Hirai Tarō, è stato uno dei più rappresentativi e prolifici scrittori di detective stories giapponesi. Vissuto tra il 1894 e il 1965, debutta nel 1923 sulle pagine della rivista «Shinseinen» (Gioventù nuova) scegliendo uno pseudonimo che nella pronuncia giapponese richiama il nome di Edgar Allan Poe, uno dei suoi punti di riferimento letterari. Negli anni successivi scriverà più di cento opere tra racconti brevi e romanzi, fra cui La moneta da due sen, Il delitto della salita D. e La belva nell’ombra. Maestro del genere mystery e poliziesco, i temi principali intorno a cui è imperniata la sua poetica sono la problematizzazione del concetto di identità e il disagio indotto dalla modernizzazione e dal nuovo stile di vita metropolitano, intrisi di un’estetica decadentista macabra e grottesca.