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Truffaut

978-88-317-8564-8

François Truffaut ha giocato molto sul rapporto tra diversità e analogia esistente nei suoi film. Ha infatti mutato continuamente di registro, passando dalla commedia al dramma, dal film di genere al film-saggio, dal monologo al quadro corale, dalla derivazione letteraria al soggetto autonomo. In queste ricercate differenze e in questa voluta discontinuità non è difficile tuttavia rintracciare delle precise costanti, tematiche e stilistiche. Giorgio Tinazzi interpreta Truffaut rinunciando all'impianto monografico e proponendo invece un'angolazione critica articolata per "voci", che riuniscono in contenitori particolarmente significativi le varie indicazioni, sia formali che di contenuto. Il risultato è una nuova lettura trasversale dell'opera di uno dei registi più originali e più amati della storia del cinema. Un modo diverso per analizzare quel piacere della finzione che sta alla base dei suoi racconti per immagini.

Giorgio Tinazzi insegna Storia e critica del cinema all’Università di Padova. Collabora a riviste italiane e straniere. Ha pubblicato monografie su Michelangelo Antonioni, Luis Bûnuel, Robert Bresson, oltre alla raccolta di saggi La copia originale (Marsilio 1983). Ha curato Il cinema italiano degli anni cinquanta (Marsilio 1979) e Cinema e letteratura del neorealismo (Marsilio 1990), e - in collaborazione - i tre volumi degli scritti di Antonioni, Fare un film è per me vivere (2001 seconda ed.), I film nel cassetto (1998) e Sul cinema (Marsilio 2004).

Autore

 docente emerito di Storia e critica del cinema presso l'Università di Padova, ha scritto libri su Antonioni, Bresson, Buñuel, Truffaut, su alcuni aspetti teorici e sul rapporto tra testo letterario e film. È nel comitato scientifico della Storia del cinema italiano (Centro Sperimentale di Cinematografia/Marsilio).