Le tragedie

nuova traduzione e cura di

pp. 448, 3° ed.
978-88-317-8409-2

Tutto il teatro di Sofocle: "Aiace", "Trachinie", "Antigone", "Elettra", "Edipo re", "Filottete", "Edipo a Colono"

Celebrato per la purezza dello stile e per la perfezione della struttura drammaturgica, Sofocle è il più limpido ma anche il più complesso ed enigmatico dei tre grandi tragici greci. Ateniese, innamorato della sua città, ne esaltò la bellezza, ne difese le istituzioni, ma intravide anche le insidie e i pericoli del passaggio epocale dall’individualismo conservatore delle famiglie aristocratiche all’egualitarismo democratico dello stato di diritto. Cantore della polis, ma anche di eroi perdenti e sfortunati (Aiace, Filottete, Eracle), di donne assetate di giustizia e di vendetta (Antigone, Elettra), Sofocle è soprattutto il creatore del personaggio di Edipo re di Tebe, metafora esemplare delle alterne vicende della vita e della cieca crudeltà del caso. E proprio a Edipo, vittima inconsapevole del suo destino, Sofocle apre le porte della sua Atene per offrirgli, nel luogo perfetto, il riscatto dai mali sofferti, l’assoluzione, la pace. Dopo le sette tragedie di Eschilo, Angelo Tonelli affronta le sette tragedie di Sofocle, anch’esse sopravvissute al naufragio di una ben più ampia produzione, e ne offre un’interpretazione tesa e calibrata, dove ogni parola, ogni nesso sintattico, ogni frase ci restituisce la serena compostezza - ma anche l’inquietudine oscura - del verbo sofocleo.

Angelo Tonelli, nato a Lerici, allievo di Giorgio Colli a Pisa, è poeta e traduttore. Si occupa di filosofia e di teatro anche come regista, attore e organizzatore. Ha scritto: Canti del tempo (1988), Dall’Ade (1988), Dell’Amore (1989), Poemi per l’era dell’Acquario (1990), Della Morte (1992), Frammenti del perpetuo poema (1998). Ha curato e tradotto: Zosimo di Panopoli (1988), Eraclito, Dell’origine (1993), Oracoli caldaici (1995), T.S. Eliot, La terra desolata e Quattro quartetti (1995), Seneca (1998). Per la Letteratura universale Marsilio ha tradotto Properzio, Il libro di Cinzia (1999) e, per questa stessa collana, Eschilo, Le tragedie (2000).

Autore

nasce ad Atene probabilmente nel 497-96. Partecipa alla vita pubblica e politica di Atene con diversi incarichi: stratego insieme a Pericle durante la guerra di Samo, presidente degli ellenotami (amministratori del tesoro della lega attica), probulo dopo la catastrofe siciliana del 413.
Molto legato alla sua città, spirito profondamente religioso, ebbe una vita lunga e serena. Rispetto a Eschilo, innova i canoni della drammaturgia con l’aumento del numero degli attori e dei componenti del coro e scindendo la rigida struttura della trilogia in drammi indipendenti. Muore ad Atene nel 406 a.C. Gli sono attribuiti 123 drammi. Ne rimangono sette: Aiace, Antigone, Trachinie, Elettra, Edipo re, Filottete, Edipo a Colono, insieme a numerosi frammenti conservati nella tradizione indiretta e nei papiri.