La zattera del naufrago

Lettera sui limiti dell'Occidente

pp. 168
978-88-317-8064-3

La cosa più difficile non è capire quali siano i limiti dell’occidente, ma il fatto che questi limiti ne sono la forza. A un anno dal disastro delle torri gemelle che ha riproposto drammaticamente il tema del "destino" della civiltà occidentale questo libro riscopre il ground zero della nostra cultura

C’è sempre stata una tavola in mare sulla quale mettere in salvo i sogni e gli incubi di noi occidentali. C’è sempre stato un lembo di terra cui approdare per ricominciare. La tempesta dell’11 settembre, per eccezionale che abbia potuto apparirci, non è stata infatti la prima. Negli ultimi 500 anni la nascita o l’eclissi di nuove potenze, rivoluzioni, guerre e conflitti (anche di civiltà), due guerre mondiali, crisi economiche epocali hanno messo a soqquadro credenze e modi di esistere. In modo ciclico e ricorrente l’occidente moderno ha assaporato la possibilità del suo declino, la sfida mortale al suo sistema di vita, riuscendo ogni volta a reinventare la sua sopravvivenza: su forze proprie e sulla sua capacità di adattamento. Questo saggio smonta dunque i principali luoghi comuni sulla "decadenza" dell’occidente senza incappare nella trappola opposta: la deificazione dei suoi "valori" e l’ottimismo immotivato sulle sue origini e sul suo futuro. Vi riesce ripercorrendo a ritroso, secondo un itinerario totalmente originale, quel "meglio" che è solo empirico, forse auspicabile e al quale si accede per tentativi ed errori, ma che comunque vale la pena di difendere. Va da sé, questo viaggio filosofico allude in ogni capitolo ad un problema scottante dei nostri giorni, per il quale non appronta improbabili soluzioni definitive, ma una zattera per il naufrago.

 

Autore

 giornalista, ha fatto l’inviato, il commentatore nella carta stampata, nella televisione, nella radio. È stata il primo direttore donna di un quotidiano in Italia.