La storia del teatro europeo non può prescindere da Adam de la Halle e dalle sue opere teatrali, fra le prime commedie in lingua volgare della Francia medievale, di cui ci restano pochi testimoni. Dramma borghese perfettamente maturo La Pergola, che col suo straordinario mélange di meraviglioso e di realismo anticipa il teatro di Shakespeare e dove trovano espressione i fantasmi, le contraddizioni, i miti dell’autore sedotto dalla libertà creatrice che offre la maschera della follia, in particolare quella infernale di Hellequin, in assoluto la prima testimonianza teatrale di Arlecchino. Precursore della comédie-ballet e della pastorale drammatica La commedia di Robin e Marion, che ripropone la dialettica tra realismo e cortesia valorizzando la soluzione aristocratica e dove viene rappresentato un mondo che mostra già in atto tutti i segni della fine del XIII secolo. Due testi alle origini del teatro moderno a opera di una specialista di letteratura medievale.

Rosanna Brusegan insegna filologia romanza all’Università di Verona. Ha pubblicato saggi sulla letteratura di Arras, sul teatro e sulle forme del racconto medievali e, fra gli altri, Fabliaux. Racconti francesi medievali, Torino, Einaudi, 1980; Adam de la Halle, La Pergola ovvero il gioco della follia, Venezia, Marsilio, 1986; Fabliaux, Paris, uge, 10/18, 1994.

Adam de la Halle, soprannominato le Boçu (il Gobbo), è uno dei maggiori poeti francesi della seconda metà del XIII secolo. Su di lui si hanno pochissime informazioni, in parte desumibili dall’anonimo Prologo del Pellegrino (Jus du pelerin). Di famiglia borghese, dopo un’educazione clericale, diventa protagonista della vita letteraria di Arras i cui centri sono la Confraternita dei giullari e dei borghesi e il più aristocratico Puy. Autore di poesia monodica, polifonica e di teatro, ha praticato molti dei generi letterari medievali (canzoni, rondeaux, jeux-partis, mottetti) e composto il Congé, la chanson Du roi de Sezile, un dit d’amour e un poema sulla morte. Per la Confraternita di Arras nel 1276 scrisse La Pergola (Li jeus de le fuellie) e alla corte angioina di Napoli intorno agli anni 1282-85 fece rappresentare la sua Commedia di Robin e Marion (Li gieus de Robin et de Marion), entrambe in questo volume. Sulla sua morte, sopravvenuta in Italia secondo il Prologo del Pellegrino, non vi sono dati certi.

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soprannominato le Boçu (il Gobbo), è uno dei maggiori poeti francesi della seconda metà del XIII secolo. Su di lui si hanno pochissime informazioni, in parte desumibili dall’anonimo Prologo del Pellegrino (Jus du pelerin). Di famiglia borghese, dopo un’educazione clericale, diventa protagonista della vita letteraria di Arras i cui centri sono la Confraternita dei giullari e dei borghesi e il più aristocratico Puy. Autore di poesia monodica, polifonica e di teatro, ha praticato molti dei generi letterari medievali (canzoni, rondeaux, jeux-partis, mottetti) e composto il Congé, la chanson Du roi de Sezile, un dit d’amour e un poema sulla morte. Per la Confraternita di Arras nel 1276 scrisse La Pergola (Li jeus de le fuellie) e alla corte angioina di Napoli intorno agli anni 1282-85 fece rappresentare la sua Commedia di Robin e Marion (Li gieus de Robin et de Marion), entrambe in questo volume. Sulla sua morte, sopravvenuta in Italia secondo il Prologo del Pellegrino, non vi sono dati certi.