L'armata a cavallo

con il Diario dell'autore, 1920

pp. 272, 2° ed.
978-88-317-7974-6

Al seguito dell’armata a cavallo sovietica del generale Budënnyj, che combatte sul fronte polacco nel 1920, Babel’ racconta la sua guerra civile: episodi di terribili massacri, di figli che fucilano i padri controrivoluzionari, di cosacchi che tagliano la testa a vecchi ebrei: lo scontro fra due mondi, uno antico, ricco di cultura e di tradizioni, l’altro che nasce, il mondo della rivoluzione, della violenza, della libertà.
Uno dei libri più belli della letteratura sovietica degli anni venti e l’espressione più autentica della guerra rivoluzionaria, ma anche un libro che irritò profondamente il regime sovietico e che portò nel 1937 all’arresto dell’autore sotto l’accusa di trockismo e alla sua fucilazione in un campo di concentramento.
In appendice, in edizione integrale, il Diario che Babel’ scrive combattendo con i cavalleggeri rossi di Budënnyj, nel quale annota i singoli episodi di una guerra impietosa, le figure storiche di comandanti e commissari politici, gli atti di eroismo e di crudeltà: "Questa non è una rivoluzione marxista ma una insurrezione cosacca, che vuole vincere tutto e non perdere niente".

 

Autore

nasce a Odessa il 13 luglio del 1894 in una famiglia di commercianti ebrei. Esordisce come scrittore nel 1913 con il racconto Il vecchio Slojme, ma è nel 1916 che la critica si occupa per la prima volta di lui in seguito alla pubblicazione di due suoi racconti sulla rivista "Annali", diretta da Massimo Gor’kij. Nel 1918, nei giorni infuocati e sanguinosi della rivoluzione, Babel’ pubblica a Pietrogrado, sul giornale"La nuova vita" di Gor’kij, diciassette elzeviri, risultato del primo e diretto contatto dello scrittore con la violenza rivoluzionaria. Nel 1920, aggregato alla sesta divisione dell’armata di cavalleria cosacca di Semen Budennyj, Babel’ prende parte, come corrispondente dell’agenzia di stampa Jug-Rosta, alla sanguinosa guerra russo-polacca. Da questa esaltante e tragica esperienza nascerà, nel 1926, il suo capolavoro, L’armata a cavallo. Contemporanei alle "miniature" dell’Armata a cavallo sono i quattro racconti che costituiscono il ciclo classico dei Racconti di Odessa. E sarà il "tema di Odessa" che accompagnerà Babel’ per l’intera sua vita. Alla città natale lo scrittore dedicherà infatti il nucleo più ricco e significativo dei suoi racconti. Il 15 maggio del 1939 Babel’ viene arrestato con l’accusa di trockismo e di spionaggio e i suoi manoscritti confiscati. Dopo quasi un anno di indagini istruttorie viene celebrato il processo che si conclude con la condanna a morte dello scrittore. Babel’ muore fucilato il 27 gennaio del 1940. Sulla sua morte non esistono testimonianze né si conosce il luogo dove è stato sepolto. I suoi manoscritti sono andati perduti.