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Parsifal a Venezia

prefazione di

pp. 144
978-88-317-7914-2

La testimonianza della complessità di un itinerario spirituale e culturale che non si risolve soltanto nella composizione e nella direzione d’orchestra.

Terminata la "prova al pianoforte della prima parte del terzo atto", una sera il maestro Sinopoli esce dal teatro, e "in quel silenzio misterioso che solo a Venezia è possibile", distratto dalla risonanza di un Leitmotiv - quello dell’Errore -, non ritrova la strada e si perde nell’intreccio delle calli veneziane. Si perde e vuole perdersi, come se l’onda della musica wagneriana lo avesse davvero stregato, interrogandolo sulle ragioni della vita e della morte e al tempo stesso, complice lo scenario notturno della sua città, suggerendogli una via d’uscita o una risposta. Parsifal è figura altamente simbolica, è il giovinetto barbaro e ingenuo, è l’eroe folle e pietoso, che cerca la verità attraverso l’errore, il bene attraverso il peccato, il giusto attraverso la colpa: Sinopoli si specchia nel mito, ricco di esperienza e di maestria, niente affatto candido, anzi astuto e sottile. Parsifal è Sinopoli, o meglio il suo doppio, e al tempo stesso il suo antagonista, e Venezia è il mondo o piuttosto la sua raffigurazione intellettuale: nel confronto e nell’incontro di due figure mitiche, di due esperienze esistenziali e intellettuali si scatena una tempesta, che deve essere placata, mentre il tema dell’Errore non lascia la presa. Il libro di Sinopoli è il racconto di un’avventura, la storia di uno smarrimento e soprattutto del lento, faticoso riconoscimento del senso e della direzione.

 

GIUSEPPE SINOPOLI è nato a Venezia nel 1946. Compositore e direttore d’orchestra, si è laureato in medicina e chirurgia nel 1971 a Padova e in archeologia presso la facoltà di lettere e filosofia La Sapienza di Roma. È stato direttore musicale della Staatskapelle di Dresda e della Philarmonia Orchestra di Londra, nonché uno dei direttori del Festival di Bayreuth. È morto a Berlino, mentre dirigeva l’orchestra della Deutsche Oper, il 21 aprile 2001.

 

Autore

nato a Venezia nel 1946, cominciò a interessarsi di musica all’età di 12 anni. Debuttò in qualità di direttore d’orchestra con la Deutsche Oper di Berlino, dirigendovi il Macbeth di Verdi nel 1980. Nel 1983 successe a Riccardo Muti nella direzione della New Philarmonia di Londra.
Il suo debutto a La Scala risale al 1994, anno in cui vi diresse l’Elektra di Richard Strauss. Dal 1990 era il principale direttore della Deutsche Oper di Berlino e, dal 1992, della Staatskappelle di Dresda.
È morto d’infarto dirigendo l’Aida alla Deutsche Oper di Berlino nel 2001.