Romeo e Giulietta nel villaggio

978-88-317-7889-3

Il capolavoro di Keller, definito da Walter Benjamin "immortale"

 

È in una Svizzera omerica, in paesaggi di grandiosità calma e solenne, che si compie il destino tragico dei due giovani contadini innamorati, Sali e Vrenchen, vittime dell’avidità dei padri e storditi dalle contraddizioni del mondo; in un pallido mattino d’autunno, consumato l’amore su un barcone alla deriva, si lasceranno cadere, tenendosi strettamente abbracciati, nelle fredde acque di un fiume. Con un perfetto crescendo drammatico, in un linguaggio, secondo L. Mittner, "densissimo e pur mirabilmente lieve", Keller crea il suo capolavoro, accolto come tale già alla sua prima apparizione nel 1856. E se R. Walser ne rievocherà l’incanto in uno dei suoi schizzi più luminosi, W. Benjamin giudicherà la prosa di Keller una delle più belle mai scritte in lingua tedesca. E definirà la novella "immortale".

 

ANNA ROSA AZZONE ZWEIFEL insegna letteratura tedesca all’Università di Padova. Si è occupata di Keyserling, Roth, Mann.

Autore

nasce a Zurigo nel 1819. Spirito ribelle, trascorre la giovinezza in povertà ed emarginazione. Dopo un vano tentativo di affermarsi a Monaco come pittore, il rientro a Zurigo segna il passaggio dalla pittura alla poesia. Un secondo soggiorno in Germania, nel 1848, lo porta in contatto con Feuerbach. Gli anni a Berlino segnano il periodo di maggiore produzione letteraria (prima redazione di Enrico il Verde, primo volume di La gente di Seldwyla). Nel 1855, oberato di debiti, è costretto a rientrare a Zurigo. Per sei anni vivrà senza professione, in grande isolamento. Nel 1861 è nominato primo cancelliere della città di Zurigo. A 57 anni riprende con piena maturità l’attività letteraria (seconda redazione di Enrico il Verde, secondo volume di La gente di Seldwyla, Novelle zurighesi) ottenendo finalmente il riconoscimento del mondo della cultura. Muore nel 1890. Per Zurigo e per la Svizzera è ormai un mito.