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Alcesti

a cura di
2° ed.
978-88-317-7589-2

"Non trovò nessuno che volesse lasciare la luce e morire per lui, tranne la moglie"

Admeto, sovrano generoso e devoto, può sottrarsi al suo destino di morte a patto che un altro scenda agli Inferi al suo posto. Ma tra tutti gli amici e i congiunti solo la moglie, Alcesti, è disponibile a salvarlo compiendo questo terribile e glorioso sacrificio. Quando ormai tutto si è compiuto e Alcesti è sepolta, Admeto comprende che la vita non avrà più alcun senso per lui senza l’amata compagna al suo fianco. Ma un atteso miracolo si compie: Eracle, ospite e amico di Admeto, si offre di lottare contro la divinità stessa della Morte e riporta Alcesti alla vita. Attorno a questa vicenda Euripide costruisce un dramma di singolare intensità e interesse: una meditazione profonda e sempre attuale sul rapporto dell’uomo con la morte; una analisi dei complessi nodi della vita familiare e delle contraddizioni che esplodono quando le donne, mogli e madri, strappano ai maschi il primato del valore e del coraggio; una riflessione lucida sul ruolo e l’importanza della donna nella civiltà greca; una esaltazione di chi è capace di offrire la propria vita per il bene altrui. Una tragedia a lieto fine che rivela la suprema maestria di Euripide, capace di realizzare una cruda e spietata analisi della condizione umana e nello stesso tempo di dare voce al puro piacere di essere vivi.

Davide Susanetti è ricercatore di letteratura greca presso l’Università di Padova. Per questa stessa collana ha curato Il Simposio di Platone (quattro edizioni) e il commento alla Medea di Euripide.

Autore

nasce nel 480 a.C. a Salamina e muore nel 406 in Macedonia, alla corte del re Archelao. Scarse sono le notizie concrete sulla sua vita, molte le leggende fiorite sul suo conto. Poco amato - perché poco capito - dal pubblico contemporaneo, ebbe una grande fortuna postuma e fu il più letto e il più conosciuto dei tre grandi tragici greci nel corso dei secoli. Della sua vasta produzione (gli si attribuiscono una novantina di drammi) sono pervenute a noi diciassette tragedie (Alcesti, Medea, Eraclidi, Andromaca, Ippolito, Ecuba, Supplici, Eracle, Troiane, Elettra, Elena, Ifigenia in Tauride, Ione, Fenicie, Oreste, Ifigenia in Aulide, Baccanti); un dramma satiresco: il Ciclope. Di incerta attribuzione è il Reso.