La stanza di Jacob

a cura di

pp. 440, 3° ed.
978-88-317-7124-5
Romanzo sperimentale, biografia, romanzo di formazione, elegia, meditazione sul flusso incessante della vita, soprattutto ricerca di un disegno che ricomponga l'armonia sottesa all'apparente caos del reale, La stanza di Jacob è il primo, grande capolavoro di Virginia Woolf, che con questo libro entra a buon diritto tra i grandi scrittori novecenteschi, creando una nuova forma narrativa che si costruisce su tracce, allusioni, simboli, ma resta tuttavia concreta, ancorata all'esperienza, al tempo stesso, secondo una metafora della stessa autrice, «granito e arcobaleno». Ispirato alla figura dell'amato fratello prematuramente scomparso, La stanza di Jacob disegna, attraverso sensazioni, emozioni, memorie, illuminazioni epifaniche, non soltanto un personaggio indimenticabile, ma un intero mondo, e regala, al lettore, le scoperte e l'incanto di una nuova visione.

Autore

I due eventi più traumatici del Novecento, dai quali il volto della Storia esce mutato per sempre, incorniciano il tempo della scrittura di Virginia Woolf (1882-1941). La Grande Guerra ne segna l’esordio modernista in La stanza di Jacob e attraversa mirabilmente La signora Dalloway; la minaccia della seconda Guerra Mondiale occupa, possente e terribile, Le tre ghinee, e fa sentire la sua eco in Tra un atto e l’altro, la sua ultima opera. In mezzo, Al faro, Orlando, Le onde, Gli anni: alcuni degli splendidi testi in cui l’artista assolve al compito che si è data in anni lontani, «Voglio scrivere di vita e di morte, di sanità e di insanità», trasformando per sempre il volto del romanzo.