Maschere di donna

Maschere di donna

introduzione di , traduzione di
3° ed.
978-88-317-7109-2
?Maschere di donna (1958) trasferisce in un contesto ?moderno uno dei grandi temi della letteratura ?giapponese classica, la forza distruttiva della gelosia ?e del risentimento femminile. Al centro del romanzo ?Toganoo Mieko, poetessa e autrice di saggi, raf?nata ?e colta, di una quieta bellezza che neppure l'età ?sembra alterare, un viso che non è toccato ?da rimpianti e sofferenze, del tutto simile nel suo ?pallore, nella compostezza dei lineamenti e nella luce ?enigmatica a una maschera del teatro no-. Ma dietro ?questo paravento impassibile si celano invece vortici ?di passioni, rancori profondi e inestinguibili dovuti ?a una odiosa esperienza matrimoniale e a una ?impossibile speranza di felicità. Un romanzo ?di amore e di morte dominato dalla presenza ?femminile e dal suo potere, nel quale si intrecciano ?inganni, tradimenti, inspiegabili possessioni, sempre ?giocato sul ?lo del non detto, in una ?nissima ?costruzione che si riallaccia ai due temi più amati ?dall'autrice: la Storia di Genji e il teatro no-. ?Inquietante e sottilmente erotico, Maschere di donna ?è considerato il capolavoro di Enchi Fumiko ?ed è presentato in prima traduzione italiana.

Autore

(1905-1986) è considerata in Giappone una delle voci più importanti della letteratura del Novecento. Nata a Tokio in una famiglia di studiosi, il suo talento si esprime dapprima in testi teatrali, e solo nella maturità si rivolge alla narrativa. Il pubblico impara ben presto ad apprezzarne l'abilità nel tessere trame a più livelli interpretativi, nel dare voce alle più pressanti istanze di donne umiliate e represse dalle convenzioni, e ne ammira l'uso cristallino della lingua, capace di rievocare le grandi opere della calssicità. E' infatti alla leteratura del periodo Heian (e in particolare al capolavoro per eccellenza, Il Genji monogatari, da lei trascritto in giapponese moderno) e alla grande tradizione del no che Enchi si richiama con insistenza nel ricreare, nel mondo d'oggi, atmosfere rarefatte del passato, ma allo stesso tempo cariche di cieca passione. Premiata con i maggiori riconoscimenti letterari, tra le altre sue opere sono da ricordare Onnazaka (1957, Onnazaka. Il sentiero nell'ombra), Yo (1956, L'ammaliatrice) e Namamiko monogatari (1965).