Andrea Del Sarto

a cura di
978-88-317-6884-9
Tre poemetti narrativi, tre splendidi ritratti di pittori; che insieme vanno a costruire, in un gioco intricato di voci e simmetrie, un'unica scena composita sulla quale si anima una Firenze rinascimentale, anch'essa fatta di luci e ombre, scorci notturni inusitati e luminosità improvvise, impietosi primi piani e variopinte figurine, su uno sfondo in cui sfumano e si sovrappongono i confini tra arte e vita, tra quadro e realtà. Concepiti autonomamente, pubblicati il primo nel 1845, gli altri due nel 1855, questi monologhi furono in seguito riuniti da Browning stesso in una sezione dei Poetical Works (1863). Il "pictor ignotus", l'anonimo artista che stizzosamente si arrocca nel proprio fallimento; il sanguigno e vitale Fra Lippo Lippi, che gioiosamente rivendica le ragioni della vita, del corpo e dell'esperienza; l'estenuato e nevrotico Andrea del Sarto, il "pittore senza errori" e senza ispirazione che ossessivamente si rispecchia nei propri conflitti e nella gelida e infedele Lucrezia, onnipresente moglie-modella; queste tre voci monologanti, esempi perfetti di un genere - il "monologo drammatico" - che anticipa gli esiti novecenteschi del "flusso di coscienza", ci introducono alla lettura-ascolto di molte altre cosa ancora: un capitolo a più voci di storia dell'arte, in cui Browning dialoga con il vsarai, con i suoi pittori e i loro quadri, una appassionata e tormentata dichiarazione estetica sull'eterno conflitto tra 'arte e la vita, ma soprattutto una storia forte di passioni, desideri e frustrazioni.

Francesco Rognoni è ricercatore di letteratura angloamericana all'Università di Udine. Si occupa principalmente di poesia e romanzo moderno e contemporaneo, e ha curato una vasta antologia dell Opere di P.B. Shelley per la "Biblioteca della Plèiade" (Torino, Einaudi - Gallimard, 1995; Premio Betocchi per la trasuzione). collabora all'"Indice", alla "Rivista dei Libri" e ad altri peridodici.