L'Abencerraje e la bella Sharifa

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978-88-317-6575-6

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Nessuna fondata identificazione - dopo quelle del tutto inattendibili del passato - è stata possibile per l’Anonimo veneziano autore di questo solitario capolavoro, presumibilmente opera di un dilettante di teatro che avrebbe sceneggiato la vicenda legata a due nobildonne della famiglia Valier. Forse a partire da un perduto testo narrativo del più spregiudicato novellatore di tradimenti coniugali femminili della letteratura veneziana coeva, celebrato dall’Ariosto e dal Castiglione: Giovan Francesco Valier, patrizio senza privilegio, impiccato come spia dei francesi nel 1542, la cui memoria fu consegnata all’oblio e la cui produzione letteraria fu dispersa. In calce all’unico manoscritto che trasmette la commedia resta solo il nome di uno sconosciuto Girolamo Zarotto, per il quale si potrebbe pensare a un attore dilettante probabilmente incaricato della copiatura del testo da parte del patrizio Stefano Magno.