Il principe di Homburg

introduzione e traduzione di , a cura di
2° ed.
978-88-317-6546-6

Un ufficiale prussiano che sogna e che soffre di allucinazioni, che in stato di esaltazione porta i suoi soldati alla vittoria ma senza aspettare l’ordine di attacco, che per questo viene condannato a morte riconoscendo la suprema maestà della legge. Ancora una volta un testo che parla di libertà e necessità, di pulsioni e di sogni, delle contraddizioni tra il piano della coscienza e quello dell’inconscio.

Autore

nasce a Francoforte sull’Oder nell’ottobre del 1777 da una nobile famiglia dell’aristocrazia militare prussiana. Seguendo la tradizione familiare inizia giovanissimo una carriera nell’esercito, che tuttavia interrompe già nel 1799 per trovare nello studio scientifico la realizzazione dei suoi ideali di matrice illuministica. Anche il successivo tentativo di inserirsi attivamente nell’amministrazione dello stato fallisce in breve tempo. I soggiorni a Dresda e a Parigi (1801) segnano il decisivo passaggio al mondo dell’arte e del teatro. Tra crescenti difficoltà economiche Kleist intraprende una sofferta e movimentata attività di scrittore. Dopo un periodo a Königsberg (1805-1807), si trasferisce a Berlino nel 1807, poi a Dresda e infine, dal febbraio 1810, definitivamente a Berlino. Le sue opere narrative e teatrali, così come l’attività di pubblicista, si collocano in un periodo relativamente breve, durante il quale non si realizzano le sue speranze di successo. La sua vita termina tragicamente nel novembre 1811 con un eclatante suicidio sulle rive del Wannsee.