Minna von Barnhelm

ovvero la fortuna del soldato
a cura di , traduzione di

pp. 288, 7° ed.
978-88-317-6356-1
Nella Prussia uscita vittoriosa dalla guerra dei sette anni - più precisamente: nel suo cuore, la Berlino minacciata da carestie e da crisi finanziarie, ripopolata da turbe irrequiete di militari congedati e invalidi. Lessing dà alle stampe nel 1767 una commedia che ancora molti anni dopo (1831) Goethe definisce una "meteora lucente" nel buio firmamento del teatro tedesco di allora. Sensibile a istanze teoriche maturate nel corso del dibattito sul dramma borghese e sul teatro di Diderot, la Minna von Barnhelm affronta questioni delicate del dopoguerra (l'onore offeso, il denaro, la comunicazione umana) irridendo gli atteggiamenti estremi di un maggiore tanto irreprensibile quanto cieco assertore dell'onore. Gli porge la mano una signorina sassone innamorata, volitiva, generosa e ottimista, che in nome della ragione e di valori altri da quelli del codice militare mette in opera un piano di riconquista lucido e insieme rischioso, fonte di effetti comici frammisti a momenti seri e di autentica tensione.