La disfatta a Siracusa (Storie VI-VII)

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978-88-317-6308-0

Se la guerra del Peloponneso è per Tucidide la più grande mai vista, l'invio di un ingente corpo di spedizione ateniese in Sicilia nel 415 ne è "l'evento più grande". Folgorato dalle proporzioni dell'impresa, acremente appassionato ai suoi retroscena politici, sgomento di fronte alla rovina della poderosa armata, Tucidide ne affronta il racconto memore di un epico precedente: l'attacco di Serse alla Grecia, e la grandiosa narrazione erodotea. La vicenda si carica allora di contenuti universali, diviene una esemplare tragedia politica: la tragedia, magnificamente scritta e ricca di peripezie, del potente assalitore che va incontro alla più totale disfatta.

Autore

nasce ad Atene intorno al 460 a.C. Per parte di madre è imparentato con la famiglia di Cimone, figlio di Milziade, il vincitore di Maratona. Aristocratico, ricco, frequenta le maggiori personalità dell’Atene di Pericle ed è profondamente influenzato dalla sofistica. Partecipa alla guerra del Peloponneso, viene esiliato dal partito radicale ateniese, alla fine della guerra torna ad Atene e poco dopo muore, intorno al 404. L’opera in cui narra la guerra del Peloponneso (431-404) è senza titolo e incompleta poiché si interrompe alla fine dell’estate del 411. I grammatici la denominarono Storie e la divisero in otto libri.