Matricidio. Nella catena di delitti che trascinano nel sangue la famiglia degli Atridi, è questo il nodo cruciale, davanti al quale l'antica giustizia familiare è costretta ad arrestarsi. Agamennone sacrifica la figlia Ifigenia, Clitemnestra uccide Agamennone; a Oreste, figlio di Agamennone, spetta il compito di vendicare il padre uccidendo Clitemnestra. Ma Clitemnestra è sua madre. La necessità della vendetta e l'empietà del delitto, i diritti del padre e la pietà per la madre stringono Oreste in una morsa da cui nè la coscienza nè gli dei potranno liberarlo. La speranza - con cui si chiude la tragedia - è in un'assoluzione affidata alla giustizia umana, che segna, al di là della vicenda mitica, l'avvento di una nuova era.

Autore

nasce a Eleusi nel 525, da nobile famiglia. Della sua vita, come di quella degli altri grandi tragici greci, Sofocle ed Euripide, si sa molto poco. Fu accusato di aver divulgato i misteri eleusini, di cui era seguace. Partecipò alle guerre persiane contro Dario e contro Serese. Fu alla corte di Ierone di Siracusa. Morì a Gela nel 456-55 in cisrcostanze misteriose. Delle novanta tragedie che gli vengono attribuite dagli antichi, solo sette sono sopravvissute: Prometeo, incatenato, I Persiani, I Sette contro Tebe, Le Supplici, l'Orestea, (Agamennone, Coefore, Eumenidi). L'Orestea è l'unica trilogia completa di tutta la produzione greca.