La duchessa de Langeais

La duchessa de Langeais

a cura di , introduzione di

pp. 336, 2° ed.
978-88-317-5957-1
Sullo sfondo sfavillante dei salotti della Restaurazione come su quello aspro di una remota isola spagnola, la duchessa de Langeais e il generale Montriveau intessono una storia d'amore nella quale, con imprevedibili colpi di scena, si scambiano i ruoli di chi insegue e di chi è inseguito. Arditezze erotiche, un sequestro nel mezzo di un ballo, la dama che chiede d'essere marchiata a fuoco, un convento violato, il rapimento di un cadavere: Balzac dispiega tutta la sua straordinaria immaginazione romanzesca e melodrammatica per raccontare una relazione pericolosa che combina sussiego e frigidità, furia di possesso e innocenza. Riesce così a rappresentare i più segreti meccanismi di una passione sadomasochista e al tempo stesso a svelare i motivi di un incontro storico mancato: quello tra l'antica aristocrazia del faubourg Saint-Germain e gli uomini eminenti che i nuovi tempi hanno rivelato. La duchessa de Langeais, pubblicato per la prima volta nel 1834, è il secondo dei tre romanzi che costituiscono il ciclo dei «Tredici». Nella Commedia umana, fa parte della sezione Scene della vita parigina.

Autore

(1799-1850), dopo i primi tentativi letterari, è editore, tipografo, industriale incorrendo in un catastrofico fallimento finanziario. Tornato alle lettere, conosce subito un grande successo di scandalo grazie alla Fisiologia del matrimonio (1829). Autore alla moda, collabora a riviste, scrive novelle e romanzi (tra cui La pelle di zigrino, Louis Lambert, Eugénie Grandet, La duchessa de Langeais). Nel 1835 pubblica Papà Goriot, romanzo nel quale tornano personaggi già presenti nelle opere precedenti: è questa l'idea che presiede alla Commedia umana, grandioso mosaico costituito da 92 tessere. Tra i suoi numerosi capolavori successivi, vanno almeno ricordati Illusioni perdute, Splendori e miserie delle cortigiane, La musa del dipartimento.