Piatto di quaresima

a cura di , traduzione di
978-88-317-5908-3
Scritto nel periodo quaresimale del 1598, e dedicato alla glorificazione di una pietanza quaresimale per eccellenza, l'aringa; parodisticamente "quaresimale" per gli assunti e gli scopi di poco conto, umili e (apparentemente) inoffensivi, questo libello, satirico elisabettiano è in realtà un'esilarante, carnascialesca presa in giro degli encomia eroici rinascimentali. L'elogio dell'aringa affumicata, centro virtuale di Piatto di quaresima, racconta infatti, con stile paradossalmente elevato, i benefici dietetici e sociali di questo piatto di magro, ma soprattutto ricostruisce, in un'intrigante registro ironico, l'origine mitica dell'aringa, metamorfosi nientemeno che dell'eroina alessandrina Ero (con il suo defunto e compianto Leandro trasformato anche lui in nasello, e la nutrice ruffiana che diventa la senape destinata ad accompagnare sulle mense i due pesci). Viene quindi narrata la storia della sua fortuna, d are dei pesci come risultato di una moderna Batracomiomachia, addirittura a santo, canonizzato a Roma dal papa. E attorno a questo nucleo narrativo, si dispiega una fitta rete di riferimenti alla vita sociale del periodo e alle battaglie letterarie che costarono infine all'autore, Thomas Nashe, sferzante polemista e irriverente giornalista ante litteram, la radiazione dalla comnità artistica e il sequestro di tutte le sue opere.