La Principessa

a cura di

pp. 168, 2° ed.
978-88-317-5904-5
In questo suggestivo racconto del 1924 che narra il viaggio «iniziatico» di una donna bianca sulle Montagne Rocciose, emergono, con forza, alcune tra le tematiche più rilevanti del pensiero lawrenciano, quali la ricerca di uno spazio non contaminato dalla civiltà, il desiderio d’incontro e di contatto con un soggetto altro, diverso, l’ansia di appaganti unioni sessuali…
Così, l’avventura della Principessa con Domingo Romero, la guida messicana, diviene, per lo scrittore inglese, occasione d’analisi, momento di profonda riflessione sul soggetto femminile, sul suo porgersi e confrontarsi con l’altro, sulla sua enigmatica duplicità in atto laddove l’esplodere del desiderio per il soggetto maschile si intesse, paradossalmente, con la repulsione e il rifiuto del suo corpo.
È su questa dialettica intensamente passionale che si inscrive la posta in gioco del racconto; ed è sulle scansioni del profondo e sulle dinamiche emozionali che si innerva, e si svela, la grande sfida della scrittura lawrenciana.

Autore

 (1885-1930) nasce in un villaggio minerario del Nottinghamshire, e inizia da giovanissimo a scrivere poesie e racconti. Nel 1911 pubblica il primo romanzo, Il pavone bianco, a cui seguiranno, tra i più famosi, Figli e amanti, L’arcobaleno, Donne innamorate, La ragazza perduta, Il serpente piumato, e naturalmente L’amante di Lady Chatterley che, pubblicato nel 1928 a Firenze in edizione privata, fu subito sequestrato e accusato di oscenità in uno dei più incredibili e accaniti casi di censura, che si concluse solo nel 1960 con il verdetto di “non colpevolezza” e la prima pubblicazione in Inghilterra. Ricca anche la produzione di testi poetici, racconti, scritti di viaggio e saggi di argomento letterario, artistico, antropologico e psicoanalitico. Da sempre irrequieto e insofferente delle convenzioni, sempre più spaesato in una Inghilterra perbenista in cui non si riconosce, conduce una vita da esule (viaggia in Italia, Australia, Messico e Nuovo Messico) alla ricerca, sempre insoddisfatta, di spazi non toccati da una costrizione sociale che mortifica e spegne l’essere umano.