La musa del dipartimento

La musa del dipartimento

a cura di , introduzione di

pp. 432, 2° ed.
978-88-317-5633-4
«Non c'è una sola opera di M. de Balzac dove si mostri in maniera più sorprendente e più completa. l'attrazione continuamente sentita dall'autore della Fisiologia del matrimonio per gli irritanti sapori della corruzione»: così, il 15 giugno del 1843, l'autorevole «Revue des Deux Mondes» stroncava La musa del dipartimento. Ed echi di questo scandalo raggiunsero addirittura il parlamento. La storia di Dinah, ardente e ambiziosa musa provinciale, che trasgredisce e calcola, che non resiste né al desiderio erotico né all'ambizione, è stata disapprovata a lungo, anche nel nostro secolo, da chi privilegiava una interpretazione «idealista» dell'opera di Balzac. È solo molto recente il riconoscimento di questo romanzo come «un capolavoro misconosciuto», come il più flaubertiano (e uno dei più moderni) dei romanzi di Balzac. Si tratta piuttosto di un romanzo «balzachiano» per eccellenza. Lo scrittore nel pieno della maturità vi riunisce alcuni dei temi maggiori della sua opera: la donna di trent'anni, l'adulterio, la fatuità dei giornalisti, la vita provinciale, la formazione delle nuove fortune. E tutto è raccontato con una lucidità amara e disingannata, prima di allora forse sconosciuta e ancor oggi imbarazzante. La musa del dipartimento viene qui per la prima volta presentata in una versione italiana moderna, adeguatamente commentata.

Autore

(1799-1850), dopo i primi tentativi letterari, è editore, tipografo, industriale incorrendo in un catastrofico fallimento finanziario. Tornato alle lettere, conosce subito un grande successo di scandalo grazie alla Fisiologia del matrimonio (1829). Autore alla moda, collabora a riviste, scrive novelle e romanzi (tra cui La pelle di zigrino, Louis Lambert, Eugénie Grandet, La duchessa de Langeais). Nel 1835 pubblica Papà Goriot, romanzo nel quale tornano personaggi già presenti nelle opere precedenti: è questa l'idea che presiede alla Commedia umana, grandioso mosaico costituito da 92 tessere. Tra i suoi numerosi capolavori successivi, vanno almeno ricordati Illusioni perdute, Splendori e miserie delle cortigiane, La musa del dipartimento.