Il conte di Carmagnola

a cura di , commento e note di
2° ed.
978-88-317-5206-0

Il conte di Carmagnola è un dramma storico nel senso più attivo del termine, decisamente anti-archeologico, fino al punto di capovolgere l’effettiva responsabilità del suo protagonista. La vicenda di Francesco di Bartolomeo Bussone, conte di Carmagnola, generoso condottiero di ventura del XV secolo, conteso tra la primitiva militanza viscontea e il successivo servizio alla repubblica veneziana, inscena la tragedia dell’Innocente, ripetendo il calvario di Cristo e il tradimento di Giuda, nel quadro della "miseria italiana" e del "potere ingiusto". Il dramma prende forma tra Shakespeare e teatro moderno tedesco, e Manzoni, forte della nuova cultura etico-storica francese e lombarda, sollecita il lettore al ruolo di "giudice", eludendo qualsiasi sua "complicità" con le passioni, le divisioni, il male del mondo. Riconsegnata alla sua autonomia e autosufficienza, con questa edizione la prima tragedia di Manzoni si rivela anche il suo primo intreccio, il luogo di nascita di un inscenamento che poi troverà la sua ultima complessità, al di là dell’Adelchi, nel romanzo.

Alessandro Manzoni (Milano 1785-1873) fonda con I promessi sposi il romanzo italiano moderno. In precedenza, nel corso di una giovinezza vissuta tra Milano e Parigi, si cimenta con i grandi generi classici della poesia lirica e tragica, in entrambi i casi innovandoli profondamente alla fine di percorsi paralleli che culminano rispettivamente con gli Inni sacri e con l’Adelchi.

Gilberto Lonardi insegna letteratura italiana all’Università di Verona. Su Manzoni ha scritto L’esperienza stilistica del Manzoni tragico (1965), Ermengarda e il Pirata. Manzoni, dramma epico, melodramma (1991), Manzoni e l’esperienza del tragico (1995) e ne ha curato l’edizione di Tutte le poesie (1987) e dell’Adelchi (1992). Ha poi pubblicato studi su Leopardi (tra cui il recentissimo L’oro di Omero. L’"Iliade", Saffo: antichissimi di Leopardi, 2005), su Montale (Il Vecchio e il Giovane, 1980, Il fiore dell’addio. Leonora, Manrico e altri fantasmi del melodramma nella poesia di Montale, 2003) e Alcibiade e il suo dèmone. Parabole del moderno tra D’Annunzio e Pirandello (1988).

Paola Azzolini, dottore di ricerca in italianistica, ha pubblicato una serie di studi su Manzoni, Alfieri, la critica letteraria di secondo Ottocento. Nel 1987, nella Letteratura universale Marsilio, è uscito un suo commento a Tutte le poesie di Manzoni, e nel 1992 allAdelchi. Ha inoltre curato l’edizione degli Studii sulla letteratura contemporanea di Luigi Capuana (1988), e, sempre di Capuana, il romanzo Profumo (1996). Del 2002 è il volume Il cielo vuoto dell’eroina. Identità e scrittura nel novecento italiano che indaga il complesso rapporto fra creazione letteraria e identità sociale e personale di alcune autrici italiane, Neera, Cialente, Morante, Banti, Ortese.

Autore

(Milano 1785-1873) fonda con I promessi sposi il romanzo italiano moderno. In precedenza, nel corso di una giovinezza vissuta tra Milano e Parigi, si cimenta con i grandi generi classici della poesia lirica e tragica, in entrambi i casi innovandoli profondamente alla fine di percorsi paralleli che culminano rispettivamente con gli Inni sacri e con l’Adelchi.