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La natura non indifferente

a cura di
4° ed.
978-88-317-5056-1

Punto d’arrivo della riflessione estetica di Ejzensÿtejn nei diversi campi dell’arte: dalla pittura (El Greco) all’incisione (Piranesi), dal romanzo (Zola) alla poesie (Puskin e Whitman) dalla recitazione (Lemaître) al disegno (Steinbeck) e, naturalmente, al cinema

Il libro si articola intorno a tre grandi linee: il tema della struttura dell’opera d’arte, i connotati dell’emozione estetica e lo sviluppo del fare artistico. Una riflessione sull’arte nella sua totalità che oggi è considerata uno dei capisaldi del pensiero estetico di tutto il ’900.

 

 

 

Autore

(1898-1948), massimo interprete del cinema russo e geniale innovatore della teoria cinematografica, iniziò il suo lavoro creativo come scenografo e regista teatrale (Il messicano, 1920-21; Anche il più saggio sbaglia, 1923; Mosca ascolti?, 1923; Maschere  antigas, 1923-24). Il suo primo film è Sciopero (1924). Seguono: La corazzata Potëmkin (1925); Ottobre (1924); Il vecchio e il nuovo (La linea generale) (1926-29); Qué viva Mexico! (1930-31), incompiuto; Il prato di Bezin (1937), incompiuto; Aleksandr Nevskij (1938); Ivan il Terribile (I parte 1944, II parte, nota col titolo La congiura dei Boiardi, 1946). Dal 1928 fu anche insegnante di regia all’Istituto statale di cinematografia. Nel 1940 mise in scena La Valchiria di Wagner al teatro Bol’soj di Mosca. Al lavoro creativo di Ejzenstejn si affianca, fin dall’inizio, una straordinaria produzione di testi teorici nei quali l’indagine sul cinema si svolge, di regola, nel contesto di una penetrante riflessione sull’arte che oggi possiamo considerare senz’altro come uno degli episodi salienti del pensiero estetico moderno.