Autopoiesi e cognizione

La realizzazione del vivente
prefazione di

pp. 208, 6° ed.
978-88-317-4778-3

Questo è un libro di biologia che spiega i sistemi viventi come sistemi che si auto-producono (autopoietici) e la cognizione come il processo che caratterizza questa auto-produzione (autopoiesi). Ma è anche un libro di teoria dei sistemi che presenta una nuova nozione di sistema auto-referenziale, organizzativamente chiuso, che compensa le perturbazioni provocate dall’ambiente per conservare la sua organizzazione ma le cui trasformazioni non sono funzione degli stimoli dell’ambiente. Ed è infine un libro di filosofia che propone un originale approccio fenomenologico alla cognizione, in cui una chiara e rigorosa sistematizzazione della relazione che lega osservatore e sistema osservato consente di distinguere ciò che caratterizza tale relazione da ciò che è costitutivo del sistema osservato. Ma soprattutto è un libro che apre nuovi orizzonti nell’analisi della complessità dei sistemi viventi, siano essi cellule o società di uomini, e nella fondazione biologica della conoscenza; esso ha influenzato pensatori di primaria grandezza nelle scienze umane da Luhmann a Morin, da Winograd a Flores, da Watzlawick a Munari. È questa ricchezza di temi e di livelli di lettura che lo rende ancor oggi un testo irrinunciabile per chiunque sia interessato ai nuovi paradigmi del sapere. È un’opera che offre a tutti coloro che seguono con interesse il dibattito sulla complessità che attraversa discipline diverse quali la biologia, la psicologia, la sociologia, l’informatica, la teoria dell’organizzazione un punto di vista nuovo e rigoroso.

Autori

ha collaborato con McCulloch e Pitts nelle ricerche sui meccanismi della visione delle rane e dei piccioni. Insieme a Francisco Varela ha definito negli anni settanta la teoria dei sistemi autopoietici.
ha poi svolto ricerche importanti sia nella neurofisiologia che nella teoria della cognizione fino alla sua prematura scomparsa a Parigi il 28 maggio 2001.