fbpx

Fatto ad arte. Né arte né design

Fatto ad arte. Né arte né design

Scritti e disegni (1976-2018)
1° ed.
978-88-317-4295-5
La Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte, con la pubblicazione di questa significativa selezione del corpus di scritti di Ugo La Pietra, rende omaggio a una grande figura di artista, intellettuale e promotore culturale che più di ogni altro nel panorama italiano, da oltre cinquant’anni, si è occupato con indefesso impegno e passione, tra i suoi molteplici interessi, di mestieri d’arte e genius loci, operando costantemente per la conoscenza, tutela e valorizzazione del grande saper fare italiano. Come ben sottolinea Maurizio Vitta nel saggio introduttivo a questo libro, «ciò verso cui egli ha ostinatamente proiettato il suo lavoro e il suo “forsennato sforzo” è stato dunque il “ricomporre la frattura tra cultura del progetto e cultura del fare”, spogliando il design del suo frigido funzionalismo e arricchendo l’artigianato di una coerenza all’altezza dei tempi nuovi». La sua azione, teorica e pratica, spesso condotta in solitudine e con spirito fortemente critico, ha avuto un’incidenza fondamentale nella sopravvivenza e talvolta nel rilancio di attività artigiane straordinarie legate ai nostri territori: un patrimonio unico di competenze e una grande risorsa artistica e produttiva. L’atteggiamento, intellettuale e non solo progettuale, con cui La Pietra ha operato per l’artigianato muovendosi “dentro e fuori” la disciplina del design è ben tratteggiato da Franco Cologni, presidente della Fondazione Cologni, nell’introduzione al volume: «Nell’eclettismo inafferrabile di Ugo La Pietra c’è sempre lo spazio per muoversi, per proseguire, per prendere un pochino di prospettiva, per far circolare l’ossigeno che permette la reazione vitale». Questa raccolta di articoli e saggi rappresenta una traccia, ancor oggi densa di spunti di riflessione, di un lungo percorso artistico – fatto di centinaia di oggetti progettati “per e con” gli artigiani – e un altrettanto lungo itinerario critico fatto di riviste, libri, manifesti programmatici, mostre, collezioni. Un percorso che pone ancor oggi interrogativi fondamentali in merito al rapporto tra arte, arti applicate e design, in una prospettiva culturale, ma anche etica, sociale e ambientale.

Autore

artista, architetto e designer, ricercatore instancabile nella grande area dell’urbanistica, delle arti applicate e della ricerca visiva, animatore di eventi culturali, è una figura poliedrica e complessa. Fin dalla fine degli anni cinquanta la sua ricerca personale è caratterizzata dalla definizione delle relazioni tra individuo e ambiente, variando i linguaggi e operando sempre attraverso molteplici discipline tra cui il cinema, la pittura, il disegno e l’architettura. Vince nel 1979 il Compasso d’oro, nel 2016 quello alla carriera; la Triennale di Milano gli dedica nel 2014 una fondamentale mostra antologica, dal titolo Progetto disequilibrante, rendendo omaggio al suo straordinario lavoro di artista e ricercatore dal 1960 ad oggi. In particolare può vantare il ruolo di primo e spesso solitario promotore delle arti applicate in Italia, avendo da sempre lavorato in prima persona con i grandi maestri d’arte italiani, valorizzandone le competenze e portando all’attenzione del pubblico e delle istituzioni, attraverso un’enorme quantità di mostre, eventi, iniziative e pubblicazioni, le straordinarie peculiarità delle nostre aree artigiane. Nell’ambito della sua intensa attività didattica in Italia e all’estero, presso i maggiori atenei di Architettura italiani, accademie e scuole di design, dal 2000 al 2005 ha diretto il Dipartimento di Progettazione Artistica per l’Impresa, da lui fondato, all’Accademia di Belle Arti di Brera, Milano.