Marco Petrus. Matrici

a cura di

pp. 96 con 88 ill. a col., 1° ed.
978-88-317-2841-6
Le storie previste negli scenari urbani di Petrus possono essere solo quelle che ognuno, entrando in questa sorta di teatro dell'assenza, porta con sé e decide di rappresentare. La sua pittura, come in una muta teatralizzazione senza dialoghi o didascalie esplicative, si struttura in un ordine formale estremizzato fino all'astrazione e si completa nella definizione di matrici che forzano i limiti imposti da una realtà che non va mai oltre il verosimile. Come in un gioco fatto con i mattoncini Lego, Petrus - componendo e scomponendo secondo un metodo e un ordine che gli appartengono - assembla visioni pittoriche in perenne trasformazione, cercando in tal modo ritmo ed equilibrio formale, divenuti sostanza della stessa rappresentazione. The stories we can expect from Petrus's urban scenes can only be those that all of us, by entering this kind of theatre of absence, bring with our own presence and decide to represent. His painting, as though in a silent presentation without any dialogue or explanatory captions, is structured in a formal order pushed to the extremes of abstraction and completed by defining matrices that push against the limits imposed by a reality that never goes beyond what is plausible. As though in a game made with Lego bricks, Petrus-by composing and dismantling, following a method and order that are his own-assembles pictorial visions in perennial transformation, and in this way searches for a formal rhythm and balance, which become the substance of the representation itself. [Michele Bonuomo]