Orfeo barbaro

Orfeo barbaro

Cultura e mito in Dino Campana

pp. 224, 1° ed.
978-88-317-2799-0

Con la sua poesia, ricca di fascino, di sorprendenti intuizioni e di arcani irrisolti, Dino Campana (1885-1932) è uno dei grandi del Novecento. Conviene pertanto non desistere, al di là dell'agiografia bohémienne, dall'aggiornare il quadro delle dinamiche culturali del poeta dei Canti Orfici. Questa silloge di studi prende le distanze dal lato «vagabondo» del poeta «pazzo» e geniale, che sembra rifuggire da ogni categorizzazione, per occuparsi della materia che nutre con vigore la sua opera. I viaggi fuori dall'Italia portano il «Rimbaud italiano» a frequentare le biblioteche e a leggere opere di psicanalisi dell'arte, di autori europei e americani, di filosofi tedeschi. Ecco perché i versi campaniani che, rincorrendo la Chimera, mirano alla «purità di accento», sono rivelatori di quelle «dissonanze» del mondo che avvicinano Campana ai più importanti poeti del suo tempo. Questo è però anche un viaggio nei pensieri e nelle angosce, negli amori e nei risentimenti di chi, nella fuga, non cerca il dissolversi delle cose ma trova l'uomo: nelle sue inquietudini esistenziali, nelle sue riflessioni, nei suoi deliri, nelle sue dolorose acquisizioni. Un uomo dotato di un'apertura intellettuale del tutto inattesa. Un uomo «nuovo» che incontra, prima del definitivo ricovero in manicomio, attraverso la scrittura e i suoi ideali, in un'epoca di fanatiche illusioni e di sanguinosi conflitti, almeno un poco di conforto nei «giovani fratelli» d'Europa.

Autore

, (1952) è ordinario di Letteratura italiana all'Università di San Gallo (Svizzera). Ha insegnato contemporaneamente per alcuni anni Letteratura comparata a Ca' Foscari a Venezia. Fra i libri più recenti: l'edizione delle poesie «fantaisistes» di Ernesto Ragazzoni (Buchi nella sabbia e pagine invisibili, Einaudi 2000; introduzione di Sebastiano Vassalli) e quella dei Canti Orfici di Dino Campana (Einaudi 2003, 20168); L'Italia in Svizzera. Lingua, cultura, viaggi, letteratura (Marsilio 2010); La lingua italiana in Svizzera. Cronache e riflessioni (Salvioni 2011; presentazione di Luca Serianni); Troppo poco pazzi. Leonardo Sciascia nella libera e laica Svizzera (Olschki 2011); Il ristoro della fatica. Erudizione e storia letteraria nel Settecento (Marsilio 2014); Carl'Antonio Tanzi, Rime milanesi (Fondazione Pietro Bembo-Guanda 2016). È attivo anche sul versante della scrittura creativa (Premio Schiller 1998).