Cinque ore con Mario

versione teatrale con testo a fronte
a cura di

pp. 184, 1° ed.
978-88-317-2727-3
Carmen ha appena perso il marito e durante la veglia notturna del defunto concentra in un intenso monologo le proprie frustrazioni sociali, economiche e sessuali, accumulate in oltre vent'anni di un matrimonio sbagliato, contrassegnato dall'incomunicabilità e dall'incompatibilità. Dalla ridda di rimproveri, recriminazioni e lamentele che la donna rivolge al suo muto interlocutore - colpevole, secondo lei, di un eccessivo liberalismo ideologico, una miope intransigenza etica e una indifferenza totale nei suoi confronti -, emerge un efficace affresco della Spagna franchista negli anni sessanta e la disarmante vulnerabilità della protagonista. Cinque ore con Mario ottiene un immediato successo: l'opera diventa subito oggetto di allestimenti trionfali in Spagna e all'estero, anche grazie all'attrice Lola Herrera, interprete magistrale delle contraddizioni profonde di Carmen.

Autore

 (Valladolid, 1920-2010) è uno dei narratori e saggisti più importanti e prolifici della Spagna odierna. Nella sua vasta e variegata produzione stabilisce un intenso legame fra vita e arte, realtà e finzione, etica ed estetica, e si dimostra sempre fedele a pochi ma fondamentali temi - la marginalità e la solitudine, l’infanzia come tappa privilegiata del vivere, l’incombenza della morte, l’amore per la natura -, mai avulsi, però, dal contesto storico, sociale e culturale circostante. La sua solida e coerente interpretazione del mondo, sfumata da una sottile ironia, si esplica in uno stile preciso e raffinato, impreziosito da un lessico ricchissimo, che ne fa uno dei classici della prosa contemporanea ispanica. La lunga traiettoria narrativa di Delibes prende l’avvio nel 1948 con La sombra del ciprés es alargada (La lunga ombra del cipresso, Premio Nadal), ma il primo romanzo davvero maturo è El camino (La strada, 1950). Del 1966 è il suo capolavoro indiscusso, Cinco horas con Mario (Cinque ore con Mario), a cui seguì tredici anni dopo, nel 1979, la fedele e altrettanto apprezzabile versione teatrale. Ai vinti e agli umili torna nel 1975 con Las guerras de nuestros antepasados, e nel 1981 con Los santos inocentes, che nel 1984 diventa uno splendido film diretto da Mario Camus. L’ultima opera narrativa, El hereje (L’eretico, 1998), è un ponderoso romanzo storico ambientato nella Valladolid dell’epoca di Carlo v che lascia al lettore una lezione di tolleranza e accoglienza, l’eredità più genuina della scrittura di Delibes.