Architettura della transizione: il Werkbund tedesco

Architettura della transizione: il Werkbund tedesco


pp. 160, 1° ed.
978-88-317-2637-5

Per una messa a fuoco della rilevanza del Deutscher Werkbund come fenomeno integrale e instaurativo nella storia del Movimento moderno, l’attenzione si è concentrata su alcuni aspetti meno indagati: la ricostruzione del sostrato ideologico e l’analisi del discorso militante di artisti e intellettuali, sincronico all’azione progettuale. L’ambizione del D.W. di promuovere una nuova Bildung si affermò, contestualmente, attraverso la ridefinizione del significato da attribuire a parole-chiave come forma, tecnica, scopo, bellezza, qualità e, su tutte, oggettività. Dalla rilettura del processo innovatore del Werkbund emerge un itinerario problematico e viene illuminata l’idea stessa, controversa in sede storiografica, di transizione

Autore

, già ordinario di Composizione architettonica e urbana, è stato fino al 2013 coordinatore del Dottorato di ricerca in Architettura e direttore della Scuola di Dottorato «Architettura e Urbanistica» del Dipartimento di Architettura (DIDA) di Firenze. Collaboratore di numerosi cataloghi e periodici italiani e stranieri, ha pubblicato saggi e monografie su Josef Hoffmann, Kolo Moser, Mackintosh, e su esponenti dell’architettura europea della transizione al Moderno, da Mallet-Stevens a Sauvage, da Frank ad Asplund. Si è occupato parallelamente di teoria e storia del design. Ha pubblicato di recente Architettura e arti applicate negli anni Cinquanta. La vicenda italiana (Venezia, Marsilio 2012) e Abitare nell’emergenza (Firenze, Edifir 2013).