Chiedi alla luce

Chiedi alla luce


486 pp., 1° ed.
978-88-317-2530-9

Gabriel è un uomo ricco, un architetto famoso: una archistar. Il suo vagare per l’Europa sembra improvvisato, casuale, addirittura involontario; o forse è guidato da un destino, da un’antica sapienza, da una volontà divina – o da un amore perduto. Il mondo nel quale vaga, il Vecchio Mondo, è irrimediabilmente vecchio, stantio, prossimo alla Fine. Gabriel è uno dei pochi che vedono, intravedono, sanno la prossimità della Fine: e così lui cerca, dentro al tempo che sfugge, in città e paesaggi che già svaniscono, di salvare qualcuno. Fanciulle ignare, artisti maledetti, grandi boia di stato: senza sapere bene perché, l’uomo – che a volte appare potentissimo e altre volte fragilissimo – salva, salva, salva. Soprattutto chi non vuol essere salvato.
E noi, col cuore in gola, seguendo le avventure di quest’uomo, impariamo a domandarci cosa sia il mondo che stiamo attraversando: un mucchio di cose reali e opache, oppure una fantasia nella mente di un dio che ormai pensa ad altro, il trucco di un prestigiatore, l’illusione prodotta da una matrice o da un tumore che cresce nel cranio di un uomo innamorato della vita. Come sempre nei romanzi di Tullio Avoledo, anche in Chiedi alla luce tutti i mondi inventati sono terribilmente reali.

Autore

, nato a Valvasone in Friuli nel 1957, vive e lavora a Pordenone. Ha pubblicato: L’elenco telefonico di Atlantide (Sironi 2003), Mare di Bering (Sironi 2003), Lo stato dell’unione (Sironi 2005), Tre sono le cose misteriose (Einaudi 2005), Breve storia di lunghi tradimenti (Einaudi 2007), La ragazza di Vajont (Einaudi 2008), L’ultimo giorno felice (Edizioni Ambiente 2008), L’anno dei dodici inverni (Einaudi 2009), Un buon posto per morire (Einaudi 2011). I suoi ultimi due romanzi – Le radici del cielo (Multiplayer.it 2011) e La crociata dei bambini (Multiplayer.it 2014) – sono ambientati nel Metro 2033 Universe inventato da Dmitrij Gluchovskij.