Una nuova alleanza fra porto e industria

Una sfida e sette risposte per Porto Marghera
a cura di

pp. 96, 1° ed.
978-88-317-2493-7

Porto Marghera nasce nel 1917 come ampliamento del porto di Venezia ma si trasforma presto nel più grande fenomeno di industrializzazione costiera italiana. Manodopera ed energia a basso costo e vicinanza al mare sono i fattori localizzativi che ne determinano il successo; un successo industriale tale da relegare le funzioni portuali a complementi ancillari. Porto Marghera diventa così solo Marghera, che raggiunge la sua massima espansione nei primi anni settanta del Novecento. Poi Marghera comincia a cambiar pelle. La concorrenza dei paesi detentori delle risorse naturali, il differenziale nei costi di lavoro ed energia, rendono sempre meno conveniente l’industria di base in Italia. Resta a questo punto solo la vicinanza al mare e Marghera ritorna lentamente a essere Porto Marghera: sono proprio le funzioni portuali che diventano trainanti. Una tendenza che è arrivato il momento di assecondare e favorire con una nuova alleanza tra porto e industria. Oggi infatti la vicinanza al mare è vicinanza ai mercati globali che fa di Marghera un’ubicazione di enorme valore. È grazie alla vicinanza al mare se oggi Marghera può cogliere la tendenza globale «portocentrica» che guida i processi di (ri)localizzazione di quel continuum di attività manifatturiere, quasi manifatturiere e logistiche che caratterizzano l’industria avanzata e che consentirebbero di rimettere in valore i grandi spazi e l’enorme patrimonio infrastrutturale accumulatosi nei decenni. Ma occorre che le navi - anche le più grandi - possano consegnare/ricevere i loro carichi da/per i nuovi insediamenti produttivi di Porto Marghera. Ecco quindi che la prima sfida da affrontare è quella di restituire al porto piena accessibilità nautica. È questo il passaggio cruciale dal quale dipende un rilancio reale di un’area che si sta comunque trasformando da sé, pur fra mille difficoltà. Per questo, all’innovazione della Marghera di cento anni fa, occorre oggi dare continuità con un’altra innovazione, riconosciuta internazionalmente come tale: un sistema portuale offshore-onshore che realizza il “miracolo” di rispondere, in altura, a ogni esigenza di pescaggio e, a terra, a ogni esigenza logistica. È solo in virtù delle economie di scala che, grazie al sistema portuale offshore-onshore, verranno raggiunte tanto in mare quanto in porto, se la vicinanza al mare potrà di nuovo tradursi in concreti vantaggi localizzativi per la nuova Porto Marghera destinata a (ri)diventare così il cuore manifatturiero del Nord Est.