Scritti garibaldini

a cura di

pp. 112, 1° ed.
978-88-317-2468-5
Dopo essersi unito ai Cacciatori delle Alpi a fianco dell'esercito piemontese e delle truppe francesi, Ippolito Nievo si imbarcò a Quarto con i Mille. E se la campagna del 1859 costituisce una fonte di ispirazione poetica, come testimoniano gli Amori garibaldini, tra il 1860 e il 1861 l'esigenza di reagire alle diffamanti accuse che i cavouriani rivolgevano all'amministrazione garibaldina gli dettò questi audaci scritti polemici, in cui oppone l'esercito di volontari all'esercito regolare e la guerra rivoluzionaria alle battaglie elettorali: l'esercito garibaldino è concepito dunque come spazio politico, o come spazio di politicizzazione delle classi popolari.

Autore

nacque a Padova il 30 novembre 1831, morì la notte fra il 3 e il 4 marzo 1861, nel naufragio del vapore «Ercole», sulla rotta Palermo-Napoli. Visse fino ai vent'anni tra il Veneto, la Lombardia e il Friuli. L'ultimo dei tre decenni che gli toccarono in sorte - oltre alla sua partecipazione alle imprese garibaldine dei Cacciatori delle Alpi e poi dei Mille - risulta straordinariamente ricco di scrittura: poesie, collaborazioni giornalistiche, cronache di costume, drammi, commedie, tragedie, saggi letterari e politici, racconti e romanzi, fino alla grande epopea progettuale - di una vita e di una nazione - de Le confessioni d'un italiano, a compendiare e immaginare nello spazio di una lunga esistenza romanzesca l'esemplare di innumerevoli sorti individuali. Alla cultura italiana manca ancora una raccolta completa delle sue opere. L'edizione nazionale torna a progettare quest'impresa, dopo la mancata realizzazione di due iniziative negli anni cinquanta-sessanta e settanta-ottanta dello scorso secolo. La forma scelta non è quella monumentale di grossi tomi disposti cronologicamente o tematicamente, ma quella, agile, della collezione che presenti - nel testo critico e col corredo di un commento - le singole opere e le raccolte nella loro originale individualità.