I bambini beneducati

I bambini beneducati


pp. 162, 1° ed.
978-88-317-2457-9

I bambini beneducati andavano visti e non sentiti. Dovevano esserci, far bella figura, mostrarsi “carini”, ma potevano solo sfiorare la vita degli adulti. Guai a scantonare in questa stravagante famiglia, metà italiana e metà francese. Un mondo aristocratico e privilegiato che divideva la società in due categorie: i Qualcuno e i Nessuno. I primi: splendidi qualsiasi cosa facessero. I secondi: spesso brutti e villanzoni. Lo scopo per una ragazza “con quel cognome” era di fare un ottimo matrimonio in modo da raddoppiare magistralmente il patrimonio di famiglia decimato dalle tasse.  Entrambe le nonne − in modo diverso − sostenevano con furia energica che per una fanciulla la via “dell’arte” non avrebbe mai portato fortuna. La felicità stava nella maternità e nella vita coniugale. Se necessario, vissute con signorile distacco. Con leggerezza ed estro Gaia de Beaumont racconta con straordinaria ironia la storia di una bambina nella Roma degli anni Cinquanta  e Sessanta. Ma l’ironia invocata non è crudele. Non schernisce né l’amore né la bellezza. Attenua lo stupore e permette di deridere bizzarrie e frivolezze senza doverle mai odiare.  

Autore

vive a Roma. Ha pubblicato Collezione Privata (Rizzoli 1980), Un venditore di Inchiostro (Frassinelli 1983), Bella (Frassinelli 1985), Care Cose (Frassinelli 1987), la cui edizione tascabile è uscita per Marsilio (1997). Con Marsilio ha pubblicato Scusate le ceneri (biografia romanzata di Dorothy Parker, 1993), riproposto nei tascabili (1995), Ghiaia (1996), Vogliamoci male (1997), La bambinona (2001), Tra breve io ti scorderò, mio caro (biografia di Edna St. Vincent Millay, 2004). Per Gallo&Calzati ha pubblicato Il pomodoro dell’inconscio (2003). Ha tradotto dall’inglese Fanny Hill di John Cleland nel 2001, pubblicato nei Grandi Classici tascabili Marsilio. Ha collaborato a quotidiani e settimanali, lavorato come sceneggiatrice e ghost writer. Per molti anni non ha più scritto. Ora, ci ha ripensato.