Se tornassi ad Arcore

Il bilancio di una vita da direttore

pp. 108, 1° ed.
978-88-317-2289-6

Questo libro non vuole essere un amarcord. Una raccolta di pentimenti e rimpianti. Ma un contributo alla verità. Un appello a chi sa e non dice.
Anche alla malavita. C’è qualcuno che sa. Autore di una lettera anonima. Non parla perché ha paura? C’è un lungo percorso di vita da inviato, dall’Africa alla strage di Nās. iriya, alle più drammatiche vicende di cronaca. Ci sono le cene di Arcore, che non sono soltanto il bunga bunga. C’è il tradimento, la paura, l’omertà di chi sa, ma tace. C’è la riflessione di Moro, sull’isola di Gerba, quando temeva che qualcuno potesse fermare - e ha fermato - il suo progetto di un governo di centrosinistra. C’è il “tavolo” attorno al quale nasceva il buongoverno. Ci sono le storie tragiche attorno ai tavoli verdi del casinò. C’è un’intervista a Massimo D’Alema, che torna come fosse attualità.

Autore

giornalista, è nato a Barcellona in provincia di Messina. Ha lavorato presso numerosi quotidiani: Il Messaggero, Momento Sera, Giornale d’Italia, Gazzetta del Popolo, la Discussione, prima di essere assunto in Rai con l’incarico di inviato speciale. Per sette anni corrispondente in Africa, ha intervistato personaggi illustri di allora: Kenyatta, Hailé Selassié, Siad Barre. Rientrato in Italia, ha condotto per sei anni l’edizione della sera del Tg1, del quale è stato poi direttore responsabile. Ha lasciato la Rai per trasferirsi a Milano, dove nel 1989 ha avviato con Fininvest l’informazione in diretta del gruppo fondato da Silvio Berlusconi. È stato per 23 anni direttore del Tg4. È autore di numerosi libri per Mondadori. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti professionali tra cui il premio Saint-Vincent per il giornalismo.