La virtù dell'elefante

La virtù dell'elefante

La musica, i libri, gli amici e San Gennaro

pp. 594, 1° ed.
978-88-317-2254-4
Le sue memorie, cose viste e udite nel tempo della sua vita, sono una chiave per capire Napoli e la favola di Napoli. Toccano una serie di colossi - della musica, della poesia e della vita - direttamente conosciuti; ne sono glorificati molti; alcuni falsi miti vengono sfatati. Con questo libro Paolo Isotta fa una summa della sua esperienza umana, prima, artistica, poi. La virtù dell'elefante (che è quella di avere una mente robusta per sopportare una mole di sapienza) non è un'autobiografia: mescola il genere narrativo col genere saggistico in un modo tale da giustificare il suo grande successo letterario. Un saggista e romanziere di talento, Vladimiro Bottone, ha scritto: «Il grande stile, che ha abbandonato la narrativa, si è rifugiato nelle pagine di questo libro».

Autore

(Napoli, 1950) ha insegnato dal 1971 al 1994 Storia della Musica nei Conservatori di Torino e Napoli. Dal 1974 ha esercitato la critica musicale: per cinque anni al «Giornale» e trentacinque al «Corriere della Sera». A ottobre del 2015 ha abbandonato quest’attività per dedicarsi allo studio, alla lettura e a comporre libri che gli diano l’illusione di scrivere qualcosa di meno effimero di articoli giornalistici. Le sue opere principali sono: I diamanti della corona. Grammatica del Rossini napoletano (1974), Dixit Dominus Domino meo: struttura e semantica in Händel e Vivaldi (1980), Il ventriloquo di Dio. Thomas Mann: la musica nell’opera letteraria (1983), Victor De Sabata: un compositore (1992), La virtù dell’elefante: la musica, i libri, gli amici e San Gennaro (Marsilio 2014), Altri canti di Marte (Marsilio 2015), Les Vêpres siciliennes: Verdi e il trionfo dell’amor paterno (Zagabria 2015), Otello: Shakespeare, Napoli, Rossini (Napoli 2016), Paisiello e il mito di Fedra (Napoli 2016), Jérusalem: Verdi et la persécution de l’honneur (Liegi 2017). A settembre 2017 gli è stato attribuito il Premio Isaiah Berlin alla carriera. Fuori della musica le sue passioni sono la letteratura latina, con Lucrezio, Virgilio, Livio e Tacito al vertice, la storia romana, Petrarca, Gibbon, Manzoni, Leopardi, D’Annunzio, Flaubert, il teatro popolare in lingua napoletana e i film di Totò. È iscritto al Partito radicale e all’associazione Luca Coscioni. Vincitore del "Premio Speciale Richard Wagner" per la sua attività e i suoi scritti che hanno dato un contributo altissimo alla conoscenza e all'approfondimento della figura del noto compositore.