Ungaretti, poeta

Ungaretti, poeta


pp. 288, 1° ed.
978-88-317-2235-3

«Sono un frutto/ d’innumerevoli contrasti d’innesti». Così si definisce Giuseppe Ungaretti nella poesia Italia, manifesto del Porto Sepolto, 1916. Tale l’origine, e pari il destino: nato ad Alessandria d’Egitto nel 1888 da genitori lucchesi emigrati al momento delle opere di scavo del canale di Suez; studente a Parigi, alla Sorbona e al Collège de France, nel crogiolo delle avanguardie e della lezione di Henri Bergson; soldato e poeta sul fronte del Carso (1915-1918), e poi in Francia e nuovamente in Italia, indi in Brasile (1936-1942), e infine per sempre a Roma.
In questo libro Carlo Ossola presenta ai lettori del XXI secolo l’opera poetica di un autore che è stato un classico del Novecento europeo e la consegna alle nuove generazioni. Il volume abbraccia l’intero arco della creazione letteraria di Ungaretti, ricostruendo la lezione dei classici – soprattutto Petrarca, Racine, Shakespeare –, ripercorrendo l’attività di traduttore e i rapporti con i contemporanei, da Saint-John Perse a Henri Michaux, da Murilo Mendes a Francis Ponge. Di Ungaretti richiama infine il «ruolo essenziale che svolge nella poesia del Novecento italiano, quello di aver fatto – come pochi altri artisti del xx secolo – della propria poesia crogiolo e specchio delle tradizioni europee, e dell’Europa una sola patria di arti e civiltà».

Autore

(Torino, 1946) è professore al Collège de France, cattedra di Letterature moderne dell’Europa neolatina. Per Marsilio ha curato Il Porto Sepolto (1916) di Giuseppe Ungaretti, e introdotto l’Edipo di Emanuele Tesauro e gli Oratori sacri di Pietro Metastasio. Sempre per Marsilio sono usciti: Il continente interiore, un itinerario di meditazioni lungo 52 stazioni di sosta e di lettura (Premio Pavese e Premio Pisa, 2010), Introduzione alla Divina Commedia (2012) e Ungaretti, poeta (2016).