La strada di costa

La strada di costa

I parchi nascosti

pp. 80 con 68 ill. a col., 1° ed.
978-88-317-2205-6
Quando diciamo parco pensiamo a qualcosa come un museo, un museo della natura. Dimentichiamo che quella che chiamiamo natura non esiste altro che nel nostro modo di vedere la vitalità del mondo che abitiamo e nella nostalgia di una condizione originaria. Il parco come frammento di un'ipotetica origine, un monumento dell'origine. E se provassimo a uscire dalla nostalgia, a dissolvere l'immagine per osservare le condizioni di ciò che chiamiamo parco? Si può utilizzare un concetto così denso per nominare insiemi di luoghi, oggetti e fenomeni della città di oggi, disordinati e affascinanti, proprio per vederne le possibili qualità? Trasversalità, costruzioni rade e diffuse, una grande quantità di oggetti e di frammenti carichi di significato, funzioni diverse che si mescolano, mentre tutto può essere stabile e mutevole allo stesso tempo. Come in un'altra natura? Viaggiare attraverso questa idea impropria di parco, percorrerla e misurarla con passi che ci rendano le qualità della lentezza e della rapidità e mettano in relazione parti della città note e inesplorate. Scoprire persino una certa selvatica marginalità che, seppure in città, ricorda esperienze che si possono fare solo nella natura. Questo parco improprio, può essere immaginato e curato come un esteso campo di forme di resistenza, proprio come la città.

Autore

, architetto, fotografo e designer ha esposto le sue opere alla Biennale di Venezia, all'Accademia di Francia, alla Triennale di Milano, al Salone del mobile di Milano, al MART di Rovereto. Ha insegnato alla Facoltà di Architettura di Palermo e all'Accademia di Architettura di Mendrisio e, come visiting professor, nelle Scuole di architettura di Barcellona, Las Palmas, Lisbona, Nancy e Venezia. Ha lavorato a lungo con Alvaro Siza, coincaricato per i progetti del centro storico di Salemi e degli Impianti sportivi di atletica della Bandita a Palermo, con Cecil Balmond di Ove Arup. Si è aggiudicato il Premio IN-ARCH 1991 per il design e il Premio Gubbio 1996 per il recupero delle Case di Stefano a Gibellina (con Marcella Aprile e Teresa La Rocca). Finalista del Mies van der Rohe Award 1990 e della Medaglia d'Oro dell'Architettura Italiana nel 2003, si è aggiudicato il 1° premio al concorso internazionale per la Diagonal di Barcellona nel 1989 (con J. Pierre Pranlas), al concorso Una via tre piazze per Gela nel 1993, e al concorso per il Masterplan di una città di villeggiatura a Santa Cesarea Terme nel 2007. Commissario nella giuria del Mies van der Rohe Award 2005, Advisor del BSI Swiss Architectural Award 2008 e delle edizioni 2011/12/13/14 del Young Architects Program MaXXI / MoMa PS1, ha pubblicato: Viaggio a Palermo, Palermo 1987; Lisbona 1998-Expo, Torino 1998; Piccole figure che passano, Milano 2013. Vive e lavora a Palermo.