Microfilosofia del cinema

Microfilosofia del cinema


pp. 288, 1° ed.
978-88-317-1744-1

Nel cinema, Deleuze rivendica la centralità della dimensione intellettuale. «I concetti sono immagini - dice -. Sono immagini di pensiero». Il cinema dunque non è lontano dal pensiero. Anzi ne è straordinariamente vicino. E se la filosofia è una forza, cioè un sapere concettuale che ci consente di allargare e di approfondire la conoscenza del cinema, il cinema, insieme, affronta i problemi e le figure della filosofia e li declina per immagini. Il cinema e la riflessione sul cinema, cioè, sono un modo per dialogare con la filosofia e proporre idee, concetti che - forse - interessano anche la filosofia. Microfilosofia del cinema è quindi un libro che ruota attorno ai concetti creati dalla filosofia, ma anche dal cinema. Anzi è un libro che riflette sulla relazione cinema-filosofia attraverso i concetti. Non è una teoria ?del cinema intesa in senso tradizionale. È un percorso intellettivo che indaga su un doppio movimento, dal cinema alla filosofia e dalla filosofia al cinema. Considera quindi il cinema non come un terreno che la filosofia può rischiarare, ma come un orizzonte che crea concetti e rielabora idee: e dunque pensa il cinema non come una dimensione subalterna, ma come una macchina che produce anche sul piano della speculazione. Questa idea di cinema è sviluppata attraverso analisi di film e di autori importanti della storia del cinema, da Buñuel a Fellini, da Godard a Wenders, da Lang a Hitchcock, dall'espressionismo ad Antonioni sino alla ricerca contemporanea di Lynch, Tarantino, Bigelow e della science fiction, letti attraverso Nietzsche, Benjamin e Marx. E in particolare sono studiati i modi attraverso cui il cinema influenza il pensiero riflettendo sui rapporti concettuali tra Buñuel-Dalí e Lacan, Fellini e Debord, Godard e Derrida, Wenders e Deleuze-Guattari.

Autore

è professore ordinario di Analisi del film nell'Università Sapienza di Roma. Ha insegnato anche nelle Università di Torino e di Paris 8 e al Centro Sperimentale di Cinematografia. È stato direttore scientifico del Museo nazionale del Cinema. Ha studiato l'avanguardia, l'espressionismo, Lang, Buñuel, i problemi dell'analisi del film e della teoria del cinema. Tra i libri pubblicati negli ultimi anni L'enigma del desiderio. Buñuel, Un Chien andalou e L'Age d'or (2001, Premio Umberto Barbaro Filmcritica), Lo specchio e il simulacro (2007, Premio De Lollis Saggistica), La macchina del cinema (2010). Da Marsilio, Il cinema d'avanguardia (1983), L'interpretazione dei film (a cura, 2003), David Lynch (a cura, 2008). È anche autore di due romanzi noir, Cuore scuro (2008) e Autunno a Berlino (2011).