Tiziano

La Fuga in Egitto e la pittura di paesaggio

pp. 120 con 58 ill. a col., 1° ed.
978-88-317-1405-1
Il racconto della rivoluzione legata alla concezione del paesaggio che ha scosso l’arte veneziana tra Quattro e Cinquecento si dipana tra le pagine di questo volume pubblicato a corredo della grande mostra curata da Irina Artemieva e Giuseppe Pavanello e ospitata alle Gallerie dell’Accademia di Venezia. Si tratta di un racconto a episodi, ciascuno dei quali è rappresentato da un capolavoro pittorico opera di grandi maestri – Giovanni Bellini, Cima da Conegliano, Giorgione, Lorenzo Lotto, Sebastiano del Piombo, Hieronimus Bosch, Albrecht Dürer –, fra cui spicca l’imponente telero tizianesco dedicato alla Fuga in Egitto. L’opera, eseguita in giovane età dall’artista cadorino, ora conservata all’Hermitage di San Pietroburgo, registra con forza dirompente l’innovativa concezione del rapporto tra uomo e natura, quest’ultima non più relegata a mero “sfondo paesaggistico”, ma protagonista essa stessa della narrazione in una varietà di forme e fenomeni. Il saggio introduttivo di Giuseppe Pavanello, curatore della mostra insieme a Irina Artemieva, e il lungo estratto da Il paesaggio veneto nel Cinquecento di Adriano Mariuz risalente al 2004, ci guidano alla comprensione di un momento importante della cultura figurativa veneta, con l’ausilio di un esaustivo apparato iconografico e delle schede delle opere firmate da Santiago Arroyo, Irina Artemieva, Alessio Pasian e Giovanni Carlo Federico Villa.