Brevissima relazione della distruzione delle Indie

Brevissima relazione della distruzione delle Indie

a cura di

pp. 268, 2° ed.
978-88-317-1143-2
Nel 1552 Bartolomé de Las Casas dà alle stampe la Brevissima relazione della distruzione delle Indie, vibrante atto d'accusa sulle violenze commesse dagli spagnoli nel Nuovo Mondo. Con questo memoriale, il frate domenicano invoca l'intervento dell'imperatore Carlo v, «padre e pastore» dei nuovi sudditi americani, per far cessare massacri e crudeltà. Con la radicale opposizione tra l'innocente bontà degli indios e la malvagità dei conquistatori, Las Casas dipinge l'invasione spagnola come un tragico flagello che ha snaturato la missione provvidenziale della corona: riunificare l'umanità in nome della fede cattolica e della fratellanza cristiana. Sarà la denuncia del genocidio materiale e spirituale degli indigeni americani compiuto da «lupi e tigri e leoni» mossi dalla brama dell'oro a determinare lo straordinario successo della Brevissima, divenuto un classico della cronachistica spagnola sull'America. Oggi, come allora, l'opera di Las Casas più conosciuta e più letta mantiene intatto il suo valore di appassionata difesa dei diritti naturali dei popoli americani e riporta in primo piano il dovere morale del rispetto dei valori della persona.

Autore

La vita di Bartolomé de Las Casas, nato nel 1484 a Siviglia, è segnata dai continui viaggi nel Nuovo Mondo. A diciott’anni si trova a Hispaniola come catechista della spedizione militare incaricata di pacificare l’isola e tocca con mano la violenza della conquista. Ordinato diacono, nel 1512 si reca a Cuba e inizia a sensibilizzare la corona di Castiglia in tema di diritti indigeni, ma fallisce il suo progetto di una società ispano-indigena nel Venezuela orientale. Agli studi teologici e all’opera evangelizzatrice nel Messico meridionale, affianca la stesura delle opere più impegnative (Historia de las Indias e Apologética historia sumaria). Consacrato vescovo, è costretto a lasciare la sua diocesi di Chiapa e redige trattati e memoriali in difesa dei diritti indigeni. Nel 1547 torna definitivamente in Spagna dove è protagonista della celebre disputa con il cronista reale Ginés de Sepúlveda. Dopo la pubblicazione della Brevissima relazione della distruzione delle Indie (1552), attende alle grandi opere sulle culture indigene e sulla conquista spagnola. Muore a Madrid nel 1566, a 82 anni, dopo una vita consacrata alla tutela degli indios.