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Storie di conversione

(Confessioni, Libro VIII)
a cura di

pp. 180, 1° ed.
978-88-317-1106-7
Il libro VIII delle Confessioni rievoca il momento cruciale della vicenda esistenziale di sant’Agostino, culminante nella definitiva conversione, descritta nella famosa “scena del giardino” della sua casa milanese. Il complesso intrecciarsi di sentimenti, pensieri, rivolgimenti interiori dell’intellettuale, che progressivamente ma con estrema fatica si distacca dalle attrattive del mondo per dedicarsi completamente a Dio, è preparato dall’efficace racconto dell’esperienza di conversione vissuta da altri personaggi in vario contatto con lui. Lo scrittore sceglie di alternare momenti narrativi ad altri di riflessione e scandaglio interiore, con il risultato di conferire all’intero libro un andamento personale e partecipato dall’indubbio valore letterario.

Autore

Aurelio Agostino nasce a Tagaste, nell’odierna Algeria, nel 354 e muore a Ippona, grande e fiorente città dell’Africa romana di cui è vescovo, nel 430, mentre la città è assediata dai vandali. Da subito mostra spiccate qualità che lo portano a insegnare retorica in sedi di grande tradizione: Cartagine, Roma, Milano, dove viene chiamato dall’imperatore Valentiniano ii come retore di corte. Qui, l’incontro col vescovo Ambrogio indirizza l’inquieta ricerca esistenziale del trentenne Agostino verso la fede, facendogli superare definitivamente le suggestioni del manicheismo e valorizzando in senso nuovo le acquisizioni teologiche assicurate dal neoplatonismo. Autore molto prolifico, compone oltre duecento trattati e commentari in materia dottrinale ed esegetica, oltre a circa duecento lettere e a circa cinquecento omelie. Le sue Confessioni, opera particolarissima e straordinaria nel panorama della letteratura antica, fanno di Agostino uno dei pensatori e degli scrittori più noti e suggestivi di tutti i tempi.