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Stato Nazione Federalismo


pp. 224, 1° ed.
978-88-317-0626-1
Stato nazione e federalismo è una delle opere più importanti di Silvio Trentin. Composto in Francia nel 1940 poco dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale, quando Trentin rientrò in Italia nel 1943, il manoscritto fu consegnato dall'autore prima di essere arrestato a Mario Dal Pra. L'opera fu stampata clandestinamente postuma nel marzo del 1945 dalla casa editrice La Fiaccola di Milano.
Il libro sviluppa in maniera approfondita e articolata la visione federalista dello Stato già delineata dall'autore negli anni trenta. Per lo studioso il totalitarismo è l'estrema conseguenza dello Stato monocentrico e l'unica possibile via d'uscita possibile da questo esito letale è la ricostruzione dello Stato su basi federali.
Lo Stato, scrive il giurista, deve essere "il sistema costruito per garantire la coesistenza delle autonomie. La sua funzione deve essere quella di fornire alle singole articolazioni di cui è composta la società lo strumento capace di contenere le concorrenti manifestazioni di tutti i centri" e la società è "molteplicità di centri vitali, di sforzi, di realizzazioni, cui corrisponde il sempre mobile e necessario suo frazionamento in gruppi, in enti, in istituzioni".
Stato Nazione Federalismo affronta temi di grande attualità e propone una riflessione critica sul cammino delle riforme istituzionali e del loro concreto impatto sul territorio e sui cittadini.

Autore

nasce a San Donà di Piave (Venezia) nel 1885. Compie i primi studi a San Donà, Treviso e Venezia laurendosi in giurisprudenza all'Università di Pisa nel 1909, dove l'anno sucessivo ottiene la libera docenza. Viene nominato ordinario di diritto amministrativo nel 1912 presso l'Università di Camerino. Durante il primo conflitto mondiale è volontario nella Croce Rossa, ma partecipa attivamente al conflitto come pilota d'aereo. Eletto deputato nel 1919, riprende l'insegnamento universitario nel 1922 presso l'Università di Macerata, come ordinario di diritto amministrativo, e poi all'Istituto Regio Ca' Foscari di Venezia, dove è docente di Istituzioni di diritto pubblico. Nel 1926 lascia l'Italia, disgustato dagli sviluppi sempre più oppressivi del regime fascista e si stabilisce nella Francia meridionale, dove entra in contatto con altri esuli italiani e assiste i volontari diretti in Spagna durante la guerra civile. Milita nella resistenza francese fino al 1943, anno in cui torna in Italia, a San Donà di Piave, per partecipare alla resistenza contro l'occupazione nazista. Viene arrestato a Padova e sucessivamente rilasciato gravemente malato. Muore a Monastier (Treviso) il 2 marzo 1944.