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Il mappamondo di Giacomo

Il mappamondo di Giacomo

Leopardi, l'antico oltre l'antico, un filosofo indiano, il sublime del qualunque
1° ed.
978-88-297-0072-1
Giacomo bambino ama il mappamondo, l’atlante geografico, le sue carte: luoghi della scoperta, dell’avventura mentale, del sogno. Poi, ventenne, nella canzone Ad Angelo Mai, o nello Zibaldone, ne prenderà suo malgrado le distanze; perché «appena gli antipodi si son veduti sul mappamondo, è sparita ogni grandezza ogni bellezza»: svaniscono nel nulla la magia del forse, il «caro immaginar», l’illusione d’infinito. Fantasmi; ma necessari. E così, intanto, il poeta e pensatore Leopardi continua a percorrere lo sconfinato disegno dei mondi. L’ago inquieto della sua bussola si muove non solo tra il Sud mediterraneo e il Nord europeo, ma anche tra l’Ovest estremo da un lato e un certo Oriente dall’altro. Con l’irradiazione simbolico-conoscitiva che spetta a quello come a questo.
  • Venerdì 25 Ottobre 2019 18:00 - Verona, Libreria Emporio Culturale Cooperativa

Autore

ha insegnato letteratura italiana, critica dantesca, storia della tradizione classica all’Università di Verona. Su Manzoni ha scritto L’esperienza stilistica del Manzoni tragicoErmengarda e il Pirata. Manzoni, dramma epico, melodrammaManzoni e l’esperienza del tragico; per Marsilio ha curato l’edizione di Tutte le poesie e dell’Adelchi. Ha poi pubblicato, fra l'altro, studi su Leopardi (tra cui L’oro di Omero. L’«Iliade», Saffo: antichissimi di Leopardi e L'Achille dei «Canti». Leopardi, «L'infinito», il poema del ritorno a casa) e su Montale (Il Vecchio e il GiovaneIl fiore dell’addio. Leonora, Manrico e altri fantasmi del melodramma nella poesia di MontaleWinston Churchill e il bulldog. La «Ballata» e altri saggi montaliani).